La Raggi sceglie, Giampaoletti sarà Dg di Atac. Le opposizioni ricorrono all’Anac

Franco Giampaoletti si è dimesso ieri dalla sua carica di direttore generale di Roma capitale. Per assumere subito quella di Dg di Atac. Una decisione presa da tempo, che la Raggi ha fortemente voluto. E che l’amministratore unico dell’azienda dei trasporti Mottura ha ratificato.  Nonostante le forti critiche dei partiti di opposizione del centrodestra. E anche di Italia Viva. Tutti contrari alla nomina, per una questione di presunta inconferibilità dell’incarico. Derivante proprio dal fatto che Giampaoletti abbia svolto fino all’ultimo una funzione di ‘controllore’, estesa anche alle partecipate del Comune. Il che escluderebbe la possibilità di essere subito nominato a dirigere un’azienda della holding Campidoglio come l’Atac. Ai sensi della famosa ‘legge Severino’. Così sono scattati gli esposti all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Ma la giunta grillina e l’azienda non hanno voluto fare retromarcia. Sostenendo che le due funzioni sarebbero compatibili, anche se attribuite una appena dopo  l’altra. Vedremo cosa succederà, e se la nomina di Giampaoletti resisterà alle successive inevitabili verifiche. E ai probabili ricorsi. Ad oggi però sarà proprio il 59 enne manager laureato in giurisprudenza ad affiancare l’amministratore unico Mottura alla guida dell’azienda dei trasporti della Capitale.

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Franco Giampaoletti si dimette da city manager del Campidoglio e affianca Mottura come Dg di ATAC. Opposizioni all’attacco

La nomina di Franco Giampaoletti a Dg di Atac continua a far discutere. E non solo per le presunte inconferibilità messe in risalto dalle opposizioni. Con ben tre esposti inviati all’Autorità anticorruzione. Ma anche per il fatto che l’incarico del manager venuto da Genova nel 2017 era in scadenza. Mentre adesso firmerà un nuovo contratto triennale. Mettendosi dunque al riparo da un’eventuale sconfitta elettorale della Raggi. E le accuse ai Cinque stelle di blindare le poltrone che per tanto tempo avevano (apparentemente) combattuto non si sono fatte attendere. Sotto questo aspetto, non è in dubbio la legittimità della scelta. Ma si contesta ovviamente l’opportunità politica della decisione. E sono scintille.

Per i sostituti in Campidoglio è aperta la ‘caccia’

Se Giampaoletti se ne va, qualcuno è pronto a prendere il suo posto. Come nuovo direttore generale del Campidoglio. Sarebbero almeno due le ipotesi in campo, secondo quanto riportato dall’agenzia Dire. Delle quali una più semplice e conservativa. Che vedrebbe la nomina di Gabriella Acerbi, attualmente vice capo di gabinetto della prima cittadina. Che però è prossima alla pensione. E così spunta la seconda opzione, l’avvocato Giorgio Fraccastoro. Attualmente componente del consiglio di amministrazione di Eur Spa, partecipata al 10% dal Comune di Roma. E la ‘caccia’ all’ennesima prestigiosa poltrona libera in ‘quota’ grillina è più che mai aperta.

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