La Schlein si rende ridicola e chiede di vietare le vie ad Almirante: ne vedrà parecchie, invece…

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Ora ce l’hanno con Almirante e le vie a lui dedicate. E’ vergognosdo che proprio nel giorno in cui si ricorda Norma Cossetto, giovane istriana torturata, stuprata e gettata viva nelle foibe da partigiani comunisti titini, gli eredi ideologici di quelle bande propongano una “stretta sulla propaganda fascista e nazifascista, con reclusione fino a un anno e sei mesi, divieto di intitolare strade, piazze, monumenti o sacrari a esponenti del partito o del’ideologia fascista”. Ma il Pd non prevede niente a proposito della condanna per i crimini efferati dei partigiani comunisti, e non titini ma italiani, nei confronti di tantissimi nostri compatrioti uccisi, torturati, seviziati, in molti casi derubati durante la guerra civile italiana. Il giorno che il Pd ricorderà e soprattutto riconoscerà queste atrocità, potrà permettersi di presentare divieti alla memoria.

Il Pd non ha titoli per pretendere divieti

Le due proposte di legge presentate dal Pd millantano di “tutelare una memoria collettiva”, ha spiegato il capogruppo dem a Montecitorio Chiara Braga. Che memoria collettiva non è, giacché anche oggi gli italiani sanno dei crimini commessi da partigiani comunisti, non solo nei conftonti dei loro nemici fascisti ma anche di loro “compagni” partigiani più moderati. Gli italiani oggi sanno che ben dopo la fine della guerra i comunisti continuarono la mattanza soprattutto nel nord Italia, ma non solo, assassinando coloro con cui avevano conti da regolare e coloro che considerassero di ostacolo alla loro presa violenta del potere. Cosa che la democrazia italiana impedì loro. E gli italiani sanno bene anche che un milione di compatrioti non andò con i partigiani ma con la Repubblica Sociale Italiana, un cui esponente divenne pure ministro della Repubblica italiana.

La toponomastica su Almirante un “pericolo per la democrazia”

I post comunisti di oggi, schiumanti di rabbia, chiariscono il loro vero intento inserito nelle proposte di legge: “Vogliamo contrastare un fenomeno eversivo, un pericolo per la democrazia”, ha detto il deputato dem Andrea De Maria, che si è concentrato sulla Pdl sulla toponomastica: “E’ indecente nominare vie e piazze a gerarchi o esponenti del fascismo. Oggi non c’è un provvedimento che impedisce di farlo. Noi individuiamo figure specifiche e se la legge fosse in vigore non ci potrebbe essere nessuna strada dedicata a Almirante”. Vie intitolate ad Almirante in Italia già ci sono e altre ancora ne sorgeranno. Ai nuovi partigiani ha replicato la figlia del leader del Msi scomparso: ”Ridicola e inopportuna, ci sono cose più importanti di cui si dovrebbe occupare”. Così Giuliana De’ Medici.

La figlia di Almirante: “Proposta ridicola e inopportuna, non hanno cose più importanti a cui pensare?”

Che prosegue: “Vorrei far presente alla Schlein che Almirante è stato eletto in Parlamento sin dalla prima legislatura e ha trascorso tutta la sua vita in Parlamento, è stato eletto con il voto degli italiani che hanno dato una preferenza precisa al partito e all’uomo – spiega Giuliana De’ Medici – e non come ora che i candidati vengono sistemati in collegi sicuri per essere eletti. Almirante ha raccolto le preferenze degli italiani e questo lo ha legittimato a stare in Parlamento e a entrare nella storia del Parlamento italiano. Forse Schlein non sa che Giorgio Almirante è stato il primo a presentare negli anni ’70 la legge per l’elezione diretta del sindaco, del presidente di regione e della provincia è stato proprio Almirante, ed oggi sono leggi dello Stato, come è stato tra i primi a parlare di presidenzialismo”.

La Schlein non conosce la storia, neanche quella del suo partito…

“Non capisco perché chi ha fatto suo dovere in parlamento, scelto dal popolo e che ha dato un contributo importante a questo Paese, che ha lasciato un segno comunque e che è stato anche ricordato nel 2014 nel centenario della nascita – conclude la figlia di Almirante- dal presidente emerito Giorgio Napolitano, che non era certo vicino alle sue idee, come un’espressione di una generazione di leader di partito che hanno saputo confrontarsi, mantenendo reciproco rispetto e un alto senso dello Stato”. E per il deputato Massimo Milani di Fratelli d’Italia, “spiace constatare che la segretaria del Pd non conosca la storia e gli uomini che l’hanno rappresentata. Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer si confrontarono al rotocalco politico Mixer, condotto da Giovanni Minoli. Invito la segretaria del Pd a ripassare un po’ di storia perché quella che sta conducendo è una bieca propaganda”.

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