Ladispoli, accoltella 4 volte il compagno dopo una lite e poi pulisce le tracce: “È stato aggredito in strada da sconosciuti”
Quattro coltellate dopo una lite per gelosia, poi la fuga dell’uomo ferito e una versione inventata per coprire quanto accaduto dentro casa. Ma quella ricostruzione non ha retto. Le tracce di sangue sul pianerottolo e nell’ascensore, le testimonianze dei vicini e il coltello da cucina sequestrato hanno portato gli investigatori fino all’appartamento di Ladispoli. Di fronte ai riscontri, prima il compagno ha ammesso di aver mentito per proteggerla. Poi anche la donna ha confessato.
La protagonista della vicenda è una 28enne, gravemente indiziata di tentato omicidio aggravato nei confronti del compagno convivente di 30 anni. Per lei il Gip del Tribunale di Civitavecchia ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con braccialetto elettronico.
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Ladispoli, la lite dopo la cena e i quattro fendenti
Tutto è accaduto nella notte del 18 luglio 2026. La coppia era rientrata nell’abitazione dopo una cena al ristorante. In casa è scoppiata una discussione per futili motivi e gelosia. La lite è rapidamente degenerata. La 28enne ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito il compagno con quattro fendenti. L’uomo è stato raggiunto alla spalla, all’ascella, al gomito e al polso sinistro. È riuscito in parte a proteggersi con un braccio, quindi è scappato dal condominio cercando aiuto.
È stato trovato in condizioni critiche in via Ancona e trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma. I medici gli hanno riscontrato ferite penetranti al torace e all’arto superiore, con una prognosi di 30 giorni.
La messinscena dell’aggressione in strada
Subito dopo, però, qualcosa non tornava. Quando sono intervenute le forze dell’ordine, entrambi hanno fornito una versione diversa da quella che era realmente accaduta nell’abitazione. I due hanno provato a far credere che ferite dell’uomo erano state provocate da un’aggressione di sconosciuti per strada. I carabinieri hanno iniziato a verificare quella ricostruzione. E sono arrivati i primi elementi che l’hanno smentita.
A raccontare ciò che avevano sentito e visto sono stati i vicini di casa. Poi i rilievi hanno permesso di individuare tracce ematiche sul pianerottolo e nell’ascensore. Infine è stato sequestrato il coltello da cucina. Un insieme di riscontri che ha reso sempre più difficile sostenere la versione dell’aggressione casuale.
Il compagno ammette: «Ho mentito per proteggerla»
Messo di fronte agli elementi raccolti dai Carabinieri, il 30enne ha cambiato versione. Ha ammesso di aver mentito per proteggere la compagna. A quel punto anche la donna è stata interrogata. E durante l’interrogatorio ha reso una piena confessione, ammettendo di essere responsabile dell’accoltellamento. La 28enne ha inoltre ammesso di aver pulito la scena del crimine all’interno del palazzo, nel tentativo di eliminare le tracce dell’aggressione. I Carabinieri della Stazione di Ladispoli hanno quindi eseguito l’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Civitavecchia.
La donna è gravemente indiziata del reato di tentato omicidio aggravato. Il giudice, accogliendo la ricostruzione degli indizi di colpevolezza e rilevando il pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio, ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa. La 28enne dovrà mantenere una distanza di almeno 1.000 metri dall’abitazione, dal luogo di lavoro e dagli altri luoghi frequentati dal compagno. Per lei è stato inoltre disposto il divieto assoluto di comunicare con lui, con qualsiasi mezzo. Alla misura cautelare si aggiunge il dispositivo di controllo elettronico, il braccialetto elettronico che consentirà di verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dal giudice.