Valerio Gentile, il ragazzo morto dopo essere stato sfregiato dall’ex, raccontava il suo dolore sui social: «Hai distrutto un amore puro, ma non riesco a odiarti»

Valerio Gentile

Non aveva accettato la fine di quella storia. Che lo aveva segnato nell’anima, oltre che sul volto, dove la sua ex gli aveva gettato dell’acido, sfregiandolo per sempre nel corso della loro ultima lite, avvenuta sul pianerottolo della casa che condividevano a Pomezia. Ma lui, nonostante tutto quello che era successo, a lei continuava a pensare. Lo scriveva su Facebook, affidando ai social pensieri che raccontavano un dolore mai superato.

Valerio Gentileautista Atac, non si era mai davvero ripreso dopo quell’aggressione. «Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io», aveva scritto pochi giorni fa. Nel frattempo, però, qualcosa dentro di lui era cambiato. Fino a quando è stato trovato per strada, in stato di semi incoscienza.

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La morte in ospedale dopo il ricovero d’urgenza

La vicenda si è conclusa nel modo più tragico. Valerio Gentile è morto sabato mattina all’Ospedale dei Castelli, dove era stato trasportato d’urgenza dopo essere stato soccorso a Santa Maria delle Mole, nel comune di Marino.

L’uomo vagava in strada in stato alterato quando alcuni passanti hanno chiamato il 112. Secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere stato sotto l’effetto di sostanze. Alcuni testimoni hanno riferito di averlo visto mentre cercava di gettarsi contro le auto in transito, ma questa circostanza non è stata confermata dai carabinieri intervenuti, che parlano esclusivamente della segnalazione di un uomo in forte stato di agitazione. Le cause della morte restano ancora da chiarire. Saranno gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a stabilire cosa sia realmente accaduto.

Il dolore affidato ai social: «Hai distrutto un amore puro, ma non riesco a odiarti»

Una settimana prima di morire, Valerio aveva pubblicato un lungo sfogo che oggi viene riletto con occhi diversi. «Hai distrutto la mia vita, Hai distrutto un amore puro almeno da parte mia. Ti ricordi, mi dicevi: “Sei un ragazzo così dolce e puro la cosa più bella che ho”. Hai distrutto la tua vita. E perché? Per nulla… come si può arrivare a gesti così estremi? Cosa può passare nel cervello di una persona per arrivare a fare questo? Calcolando che la violenza non ha mai scuse, mai! Avrei dovuto capirlo prima? Ma l’amore rende ciechi.

Mi sembra un incubo, non può essere vero, ho paura di non innamorarmi mai più, mi vergogno di uscire perché tutti mi guardano e io scoppio a piangere senza imbarazzo, se guardo i ricordi mi sento male mi manca l’aria, ho paura di non riuscire ad andare avanti, hai colpito la persona più fragile di questa terra, quando bastava una parolaccia per farmi scoppiare in lacrime… Hai colpito il più fragile di tutti. E non riesco ad odiare e sai perché? Perché io non ho mai odiato nessuno nella mia vita. Vorrei solo che si potesse riavvolgere il nastro».

Nei suoi post comparivano anche fotografie del volto e del collo devastati dall’acido. Non cercava di nascondere quelle ferite. Le mostrava insieme ai suoi pensieri, nei quali emergevano il dolore, la delusione e l’incapacità di dimenticare la donna che aveva continuato ad amare.

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L’aggressione con l’acido a Pomezia

L’aggressione era avvenuta sul pianerottolo dell’abitazione che la coppia condivideva a Pomezia. Al termine di una lite la donna, una ragazza di Pomezia di 29 anni, gli aveva lanciato contro dell’acido, provocandogli lesioni permanenti al volto e al collo. Gentile era stato soccorso in condizioni gravissime e trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, nel reparto Grandi Ustionati. Dopo settimane di cure era riuscito a superare la fase più critica, ma le conseguenze fisiche e psicologiche dell’aggressione erano rimaste profonde.

Per quella vicenda la ex compagna è stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Pomezia. L’accusa contestata è quella di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.