Latina, “Dammi tutto”: rapinatore armato minaccia ragazza e le ruba auto e telefono. Il papà: “Cerco l’angelo che l’ha salvata”
“Dammi tutti i soldi che hai e il tuo cellulare o ti ammazzo”. Sono stati attimi di terrore, quelli vissuti ieri sera da una giovanissima ragazza di Latina mentre tentava di fare rifornimento al distributore di carburante. A raccontare l’accaduto è il papà, Nicola B., alla ricerca dell’“angelo” che ha portato in salvo la ragazza, accompagnandola dalla mamma.
È successo alla stazione di servizio Tamoil di via Epitaffio a Latina. La ragazza era appena scesa dalla sua Fiat Panda per fare benzina quando, secondo il racconto del padre, un uomo alto e robusto, con il volto coperto da un passamontagna e armato di coltello, è uscito all’improvviso da un cespuglio. Le ha intimato di consegnargli soldi e cellulare. Lei, terrorizzata, ha reagito d’istinto: è scappata.
Il rapinatore la insegue, poi prende la Fiat Panda
L’uomo ha provato a rincorrerla. Ma la ragazza è riuscita a guadagnare terreno. A quel punto il rapinatore ha desistito dall’inseguimento, è tornato verso il distributore, è salito sulla Fiat Panda ed è fuggito. Con sé ha portato anche il telefono e altri effetti personali della giovane. La ragazza, rimasta senza auto e senza cellulare, ha continuato a correre lungo la strada, ancora sotto choc. Ed è proprio in quel momento che è comparso quello che il padre definisce il suo “angelo”.
Un ragazzo che stava passando si è accorto della situazione. Ha visto la giovane correre spaventata e si è fermato. L’ha fatta salire sulla propria macchina e l’ha accompagnata immediatamente dalla madre. Un gesto semplice, ma che per una famiglia alle prese con una notte di paura ha avuto un peso enorme. “A questo ragazzo, spero davvero che legga questo messaggio”, scrive Nicola B., rivolgendogli “il mio più profondo grazie da padre per il coraggio e l’altruismo”. L’uomo sta cercando proprio lui, per poterlo ringraziare personalmente.La Polizia trova auto e telefono
Nel frattempo la ragazza, attraverso il suo soccorritore, aveva dato l’allarme. Dopo la chiamata al numero di emergenza, sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato. Il padre racconta di un intervento “velocissimo e straordinario”, al quale ha partecipato anche un agente in borghese che si è fermato per prestare soccorso e rassicurare la moglie e la figlia. Poi sono partite le ricerche della refurtiva. E nel giro di un paio d’ore i poliziotti sono riusciti a recuperare sia la Fiat Panda sia il telefono, trovati però in luoghi separati. “Non potete capire la gioia”, racconta il padre. Ma per gli agenti il lavoro non era finito.
“In giro c’è ancora un uomo armato e pericoloso”
Dopo aver restituito alla famiglia quanto recuperato, uno degli agenti ha pronunciato una frase che il padre ha voluto riportare integralmente nel suo messaggio: “Sì, ma in giro c’è ancora un uomo armato e pericoloso, lo dobbiamo trovare e fermare!”. E gli agenti sono ripartiti. Una frase che, più di ogni altra, fa capire il senso di una notte nella quale la paura della ragazza è diventata immediatamente una priorità per chi è intervenuto per soccorrerla.
Il padre, nel suo messaggio, ringrazia pubblicamente la Polizia di Stato per come ha gestito l’emergenza e per aver fatto sentire al sicuro la moglie e la figlia. “Da padre che spesso è fuori per lavoro – scrive – vi assicuro che vedere come hanno protetto e fatto sentire al sicuro mia moglie e mia figlia in quei momenti così delicati non ha prezzo”. Restano la paura per quello che è accaduto e la ricerca dell’uomo che, armato di coltello e con il volto coperto, ha fatto irruzione nel distributore di via Epitaffio. E resta soprattutto un appello: “Occhi aperti quando vi fermate la sera”.
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