Lazio prima in classifica, ma i tifosi non si piegano a Lotito, l’Olimpico resta deserto: pay TV disdette e Flaminio sotto accusa


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La Lazio vince, vola in testa alla Serie A, ma lo Stadio Olimpico continua a restare quasi deserto: i tifosi biancocelesti non arretrano nella protesta contro Claudio Lotito, nonostante l’ottimo avvio di campionato. Una contestazione che dura ormai da mesi e che non si ferma nemmeno davanti ai risultati della squadra di Gennaro Gattuso. Anzi, proprio le vittorie rendono ancora più evidente una frattura che il presidente non è riuscito a ricomporre.

Lazio-Monza, appena 11mila spettatori: la protesta continua

L’ultima dimostrazione è arrivata domenica 11 ottobre. La Lazio ha battuto il Monza per 3-1, raggiungendo l’Inter in vetta alla classifica con 16 punti dopo sei giornate. Eppure, secondo le stime della vigilia riportate dal Corriere dello Sport, all’Olimpico erano attesi appena 11mila spettatori, compresi circa 4.500 abbonati.

Numeri lontanissimi dalla capienza dell’impianto e dalle presenze abituali delle grandi squadre della Capitale. La protesta organizzata, dunque, continua.

Lazio-Genoa, il dato impressionante: soltanto 6.058 ingressi

Il precedente più clamoroso risale al 30 agosto, quando Lazio-Genoa, terminata 1-0, fece registrare appena 6.058 spettatori. Il dato, confermato dalle cronache sportive, equivale a meno del 9% della capienza complessiva di oltre 70mila posti dell’Olimpico. Uno stadio praticamente vuoto già alla prima partita casalinga di campionato.

Un’immagine che ha fatto il giro delle testate sportive nazionali e che documenta concretamente la portata della contestazione contro Lotito.

Niente abbonamenti, biglietti e pay TV: la linea dei tifosi

La protesta era stata annunciata ufficialmente a giugno. Niente rinnovo degli abbonamenti, niente biglietti per le partite casalinghe di campionato e Coppa Italia, con l’eccezione dei derby.

Ma anche l’annuncio di disdire o non rinnovare gli abbonamenti alle piattaforme televisive a pagamento che trasmettono le gare della Lazio. Una strategia dichiarata per ridurre il sostegno economico alla società, continuando invece a seguire la squadra in trasferta.

Francesco Rocca sostiene la protesta: «Lotito si faccia da parte»

Accanto alle rivendicazioni dei tifosi è arrivata anche la presa di posizione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Dopo aver partecipato alla grande manifestazione di luglio, in strada, che aveva portato migliaia di sostenitori da Ponte Milvio al Flaminio, il governatore è tornato sull’argomento il 9 ottobre. Il suo messaggio è stato netto: Lotito deve ricomporre la frattura con la tifoseria oppure farsi da parte.

Rocca ha evidenziato il paradosso di una Lazio prima in classifica, ma con uno stadio vuoto.

Lotito, romano di Roma, ma senatore eletto in Molise

La contestazione ha assunto anche una dimensione politica. Claudio Lotito, romano di Roma, nato nella Capitale il 9 maggio 1957, è infatti senatore della Repubblica, eletto nel 2022 nel collegio uninominale del Molise per la coalizione di centrodestra, in quota Forza Italia.

I tifosi hanno dichiarato a più riprese nel corso degli ultimi mesi di non voler più votare nemmeno il partito né i candidati sostenuti dal presidente. Una scelta che rende ancora più significativa la posizione critica espressa da Rocca, governatore sostenuto da Forza Italia.

Flaminio, il progetto di Lotito non spegne la contestazione

Nemmeno il progetto di recupero dello Stadio Flaminio, presentato da Lotito al Campidoglio guidato da Gualtieri e dal PD a febbraio scorso, ha convinto gli ultrà laziali.

Il 1° ottobre, dopo la diffusione del dossier FIGC sugli impianti candidati a ospitare Euro 2032, è arrivata un’altra doccia fredda: il Flaminio non figurerebbe tra i 14 stadi selezionati.

La Lazio vince, ma i tifosi non si piegano a Lotito

In soldoni, il punto è questo: la protesta non è nata per qualche partita persa e non si esaurisce con una serie di vittorie a inizio campionato: è più profonda, ma soprattutto – secondo i tifosi – ormai totalmente insanabile.

Riguarda il rapporto tra la tifoseria e la proprietà, definitivamente deteriorato, dopo anni di contestazioni. Per questo i risultati della squadra non hanno modificano la posizione dei tifosi.

Neppure la prospettiva di un nuovo stadio è bastata a riportarli all’Olimpico.

Il messaggio che arriva dagli spalti vuoti è inequivocabile: i tifosi continuano ad amare la Lazio, ma rifiutano di considerare le vittorie sul campo una ragione sufficiente per tornare a sostenere la gestione Lotito.

Anzi, i tifosi continuano a gridare – almeno per il momento – un unico grande coro a voce alta: “Lotito vattene!”