Rocca-Lotito, la rottura a maggio, 4 mesi senza rapporti: ma il progetto del Flaminio resta ‘appeso’ anche al ‘Sì’ della Regione Lazio
Francesco Rocca ha ormai rotto apertamente i rapporti personali con Claudio Lotito, da maggio scorso, ma la partita istituzionale è un’altra cosa: mentre il presidente della Regione Lazio critica duramente il patron biancoceleste, il progetto per trasformare lo stadio Flaminio nella nuova casa della Lazio continua il suo percorso amministrativo in Campidoglio e dovrà ancora confrontarsi con le istituzioni, Regione compresa per gli aspetti di competenza.
È questa la doppia faccia di uno scontro che nelle ultime ore ha compiuto un nuovo salto di qualità.
Rocca: «Non ho rapporti con Lotito»
Le ultime parole sono arrivate mercoledì 23 settembre, quando Rocca è intervenuto prima a Radio Globo e quindi a Radio Romanista.
Sul presidente della Lazio il governatore non ha usato mezzi termini. Ha spiegato di non avere più rapporti con Lotito e di averlo incontrato l’ultima volta a maggio, quando – ha raccontato – provò ancora una volta a dargli un suggerimento.
Rocca ha contestato soprattutto il rapporto del presidente biancoceleste con i tifosi: secondo il governatore, chi guida una grande società non dovrebbe arrivare allo scontro diretto o all’insulto con la propria tifoseria. A Radio Globo è andato anche oltre, definendo Lotito «incorreggibile» e dicendo di ritenere ormai difficilmente recuperabile la frattura con una parte del mondo laziale.
Il paragone con Stirpe che pesa
Ma il passaggio probabilmente più significativo è arrivato quando Rocca ha parlato delle responsabilità di chi guida una società calcistica.
Il presidente della Regione ha citato Maurizio Stirpe, ricordando la scelta del patron del Frosinone di cedere la maggioranza del club a un fondo americano dopo aver valutato i limiti delle proprie possibilità.
Rocca non ha detto esplicitamente a Lotito di vendere la Lazio. Il riferimento a Stirpe, però, è stato inserito proprio nel ragionamento sulla necessità, per un presidente, di assumersi le proprie responsabilità quando le cose non funzionano.
È un passaggio politico e sportivo che segna ulteriormente la distanza tra i due.
Ma sul Flaminio la partita è diversa
Poi c’è l’altra faccia della medaglia. Perché Rocca può interrompere i rapporti personali con Lotito, ma le istituzioni non possono interrompere i procedimenti amministrativi.
Il progetto della Lazio per il Flaminio, presentato come un intervento da circa 480 milioni di euro, ha già superato un passaggio importante: la Conferenza dei servizi preliminare avviata a maggio si è conclusa il 13 agosto 2026 con esito positivo condizionato. Nessuna delle amministrazioni coinvolte ha espresso un dissenso motivato, anche se sono state indicate condizioni, prescrizioni e integrazioni da sviluppare nelle fasi successive.
Dunque il Flaminio non ha ancora ottenuto un via libera definitivo.
Il sì preliminare non chiude il dossier
La conclusione favorevole della Conferenza preliminare significa che il progetto può andare avanti, non che lo stadio possa già essere costruito.
Adesso vengono gli altri passaggi: il recepimento delle prescrizioni, lo sviluppo del progetto, gli ulteriori atti di assenso e soprattutto il percorso relativo al pubblico interesse, che dovrà coinvolgere Roma Capitale.
L’assessore capitolino Alessandro Onorato lo ha chiarito ancora l’11 settembre: la Conferenza è terminata, gli uffici stanno lavorando sugli «atti burocratici conseguenti» e il confronto con la Lazio continua.
È quindi su questo terreno che politica e amministrazione tornano inevitabilmente a incrociarsi.
Due binari destinati a incontrarsi
Da una parte c’è Rocca, tifoso laziale e presidente della Regione, che ormai parla di Lotito in termini apertamente critici e dice di non avere rapporti personali con lui da maggio.
Dall’altra c’è Rocca presidente di un’istituzione che, insieme agli altri enti competenti, continuerà a essere chiamata a esercitare le proprie funzioni amministrative quando il percorso del Flaminio toccherà materie regionali.
I due piani vanno tenuti distinti.
Ed è proprio qui che la vicenda diventa più interessante: lo scontro personale e politico può diventare sempre più duro, ma il procedimento sul Flaminio deve continuare a camminare sugli atti, sui pareri e sulle competenze delle amministrazioni.
Il gelo tra Rocca e Lotito, insomma, è ormai pubblico. La macchina istituzionale, invece, deve continuare a funzionare.
E lì, presto, in Campidoglio, sapremo se e come la Regione Lazio guidata dal governatore Rocca darà o meno – e a quali condizioni – il via libera al progetto di Lotito.