L’effetto Vannacci irrompe sulla legge elettorale: Meloni e Tajani valutano il ballottaggio, la Lega dice ‘NO’
L’effetto Vannacci sta cambiando i calcoli del centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2027: Futuro Nazionale, indicato dalle ultime rilevazioni davanti sia alla Lega sia a Forza Italia, rende più difficile per l’attuale maggioranza raggiungere da sola la soglia prevista per ottenere il premio. È anche per questo che al Senato è tornata l’ipotesi del doppio turno più ballottaggio. Giorgia Meloni non ha ancora assunto pubblicamente una posizione definitiva, ma la Lega avrebbe manifestato la propria totale contrarietà a questa ipotesi.
Due proposte, nessun accordo
Il testo della Legge Elettorale approvato dalla Camera prevede un sistema proporzionale con un premio assegnabile alla coalizione capace di superare il 42% dei voti. Il senatore di Fratelli d’Italia Marcello Pera ha proposto un secondo turno qualora nessuna coalizione raggiunga il 48% e almeno due superino il 38%. Forza Italia ha invece elaborato un diverso meccanismo costruito intorno alla soglia del 40%. Si tratta di proposte parlamentari: la loro presentazione non equivale a un via libera di Meloni.
Vannacci cambia i rapporti di forza
La ragione politica è racchiusa nei sondaggi. Secondo una rilevazione BiDiMedia diffusa il 31 agosto, Futuro Nazionale raggiungerebbe l’8%, mentre i partiti dell’attuale maggioranza, senza la formazione di Roberto Vannacci, si fermerebbero complessivamente al 39,2%. Il campo largo (ammesso e non concesso che raggiunga una unione elettorale stabile, cosa non certo scontata) arriverebbe al 44,7%. La stessa rilevazione calcola invece il centrodestra allargato a Futuro Nazionale al 47,2%.
Un successivo sondaggio SWG attribuisce al movimento dell’ex generale il 7,5%, davanti a Forza Italia, indicata al 7,1%, e alla Lega, ferma al 5,7%. Sono fotografie delle intenzioni di voto, non risultati elettorali, ma descrivono una tendenza che la maggioranza non può più ignorare.
La Lega alza il muro
Per la Lega di Matteo Salvini il ballottaggio potrebbe trasformarsi in un rischio ulteriore. Al primo turno ogni forza politica avrebbe interesse a contarsi autonomamente e Futuro Nazionale potrebbe sottrarre altri consensi al Carroccio. La contrarietà leghista alla modifica è stata riferita come netta. Forza Italia, al contrario, considera il secondo turno uno strumento per permettere all’area moderata e conservatrice di ricompattarsi prima dell’assegnazione del premio.
La distanza tra gli alleati è quindi politica prima ancora che tecnica. Il ballottaggio potrebbe consentire al centrodestra tradizionale di affrontare separatamente Futuro Nazionale al primo turno, per poi tentare di recuperarne gli elettori nella sfida decisiva. Ma una simile soluzione rischierebbe anche di favorire inizialmente il voto per Vannacci, offrendo all’ex generale l’occasione di misurare direttamente il proprio peso.
Il dilemma politico di Meloni
Per Meloni si profila un bivio: cercare un’intesa con Vannacci oppure mettere l’attuale coalizione nelle condizioni di competere anche senza Futuro Nazionale. Il ballottaggio offrirebbe una seconda possibilità, ma certificherebbe anche l’esistenza di due destre concorrenti al primo turno: quella di governo e quella dell’ex generale, più radicale su immigrazione, sicurezza, sovranità nazionale e rapporti con l’Unione europea.
È questo il principale risultato politico già ottenuto da Vannacci. Con percentuali comprese tra il 7,5 e l’8%, Futuro Nazionale non controlla la riforma elettorale, ma costringe gli altri partiti a discuterla guardando ai suoi voti. Il movimento nato dalla rottura con la Lega è diventato in pochi mesi un possibile ago della bilancia per l’intero centrodestra.