Libero sbloccato solo stamattina. Fusaro: “Siamo alla follia” (video)

Libero

L’account di Libero è tornato accessibile solo da un paio di ore. Con un tweet sarcastico il quotidiano ha dato comunicazione del suo ritorno sul Social network. “Siamo tornati. Spiace”.

Desta comunque indignazione la censura attuata dal Social network di Jack Dorsey, che ha già eliminato l’account di Donald Trump. Un potere assoluto, quello dei Social mainstream, che comincia a fare paura.

Come denuncia il direttore del Tg5, Clemente Mimun. “Non sono preoccupato, sono molto incazzato. I social hanno acquisito un’importanza straordinaria, l’idea che una persona o un consiglio d’amministrazione decidano di limitare la libertà di espressione di uomini, di statisti, di leader istituzionali o di giornalisti mi fa accapponare la pelle”. Lo afferma all’Adnkronos Clemente Mimun, commentando la notizia della limitazione dell’account della testata di cui è direttore editoriale Vittorio Feltri da parte di Twitter.

“Non si può impedire a nessuno di parlare -affonda Mimun- Non può essere Zuckerberg o non so chi altri a decidere se possiamo comunicare o meno. Libero è un caso eclatante, ma pensiamo anche a Trump. Ha sicuramente esagerato nei toni, ha fatto cose gravi, e viene bannato. Ma c’è Rouhani, un leader iraniano dice che vorrebbe distruggere gli Stati uniti o Israele ed è sui social, c’è Maduro che ha ridotto in schiavitù la sua popolazione, e il problema è Trump. E’ tutto molto bizzarro”.

Per il direttore “bisogna che le istituzioni di tutti i paesi trovino una soluzione e delle regole che vengano rispettate da tutti, ci vuole un minimo denominatore, non può essere lasciato al caso. Non può essere un imprenditore che magari è nella classifica dei primi due, tre miliardari del mondo a decidere chi parla e chi no. Questo non si può fare”, conclude.

Altrettanto duro Diego Fusaro, che su Youtube ha postato un video di solidarietà nei confronti di Libero. Il filosofo definisce il caso “inquietante e allarmante”.

Twitter, però, ha già pagato lo scotto per questo atteggiamento censorio. Sta crollando in Borsa, come pure Facebook. Per Dorsey e Zuckerberg è l’unico modo per capire che la censura non conviene.

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