L’Italia? Per i ristoratori è zona ‘nera’. Parola di Checco allo Scapicollo

Più che zona rossa, per noi ristoratori l’Italia è diventata tutta zona nera. Così Francesco Testa, storico titolare del ristorante romano Checco allo Scapicollo sulla Laurentina. Che non vede futuro per la sua categoria. Troppo scarsi gli aiuti stanziati dal governo nei diversi decreti ‘ristori’, e pensare a una possibile ripartenza dopo il 7 gennaio rischia di diventare pura utopia. Così anche lui ha partecipato alla mobilitazione nazionale di questa mattina a Piazza San Silvestro, promossa dall’associazione Mio. Sigla che sta per movimento italiano per l’ospitalità e unisce le istanze dei ristoratori con quelle degli albergatori e di altri rappresentanti del mondo del turismo e della ricettività. In piazza erano presenti anche alcune sigle degli Ncc e il mondo del wedding planner. Legato ai grandi eventi e ai matrimoni, e ovviamente messo in ginocchio dal covid e dalla crisi. Tutti uniti da una stessa richiesta al governo. Maggiori aiuti in Finanziaria, perché quelli attualmente stanziati non bastano. Lo ha ricordato su un palco improvvisato la segretaria di Mio Roberta Pepi, e le ha fatto eco il presidente nazionale del movimento Paolo Bianchini. Si parla per noi di poco più di 600 mila euro a livello nazionale, ha precisato Bianchini. Che a conti fatti sarebbero circa 2 mila euro a ristoratore. Una miseria, per noi le perdite solo a dicembre sono dell’80%. E quando finirà la cassa integrazione dovremo licenziare tutti.

“I ristoratori non sono i nuovi untori”: domattina protesta a Montecitorio

Da Piazza del Popolo a San Silvestro. I ristoratori di nuovo in piazza ma il governo non li ascolta

A novembre il movimento Mio era già sceso in strada, a Piazza del Popolo. Insieme ad altre sigle, come Ristoratori toscani e Tin, tutela nazionale imprese. Dopo che molti bar e pub avevano protestato per le chiusure alle 18. Rovesciando nei tombini della città i fusti di birra che non riuscivano più a vendere. All’epoca il presidente di Mio Paolo Bianchini era stato ricevuto dal premier Conte, ed era stato promesso di non lasciare nessuno indietro. Ma poi molta acqua è passata sotto ai ponti. E il 15 dicembre le stesse rappresentanze arrivate fin sotto a Montecitorio non sono riuscite a parlare con nessuno. Oltre che ai ristori insufficienti, la protesta si dirige contro le nuove chiusure previste per le festività natalizie. Che rischiano davvero di essere la mazzata finale per tutta la categoria.

Hanno fatto danni irreparabili. E ora devono pagare il conto

Il governo ha fatto danni irreparabili. E adesso ci deve pagare il conto. Questo uno degli slogan più gettonati alla manifestazione di ristoratori e commercianti di questa mattina a Piazza San Silvestro. Quando il premier Conte mi ha ricevuto a novembre avevo scommesso una birra che gli aiuti non sarebbero arrivati. O che si sarebbe trattato di pochi spicci. Ora sono andato per riscuotere, ma il portone di Palazzo Chigi è rimasto chiuso. Così il presidente di Mio Paolo Bianchini. Che ha voluto concludere la manifestazione con un messaggio amaro. Abbiamo sempre lavorato mettendoci i soldi di tasca nostra, ed accettando il rischio. Anche questa volta, pensando di poter restare aperti almeno a pranzo anche durante le feste. Ma non sarà così, e gli aiuti promessi non arrivano. Siamo gente per bene, ma veniamo dipinti come la rovina dell’Italia. E i principali diffusori del virus. O il governo cambia indirizzo, o tutto questo settore che rappresenta il 12% del Pil nazionale è destinato a morire.

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_dicembre_23/ristoratori-oggi-piazza-indennizzi-troppo-bassi-40f8be46-44a4-11eb-850e-8c688b971ab0.shtml?refresh_ce

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