Lo spaccio non si ferma: sgominata dalla polizia la banda del Tufello

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Lockdown o non lockdown, lo spaccio non si ferma. Otto mesi di indagini sfociate nell’operazione di ieri denominata “Mola” portata a termine dalla Polizia. Con l’arresto di 8 persone e lo smantellamento di un’organizzazione dedita allo spaccio di droga. Nell’operazione sono stati sequestrati anche 1,5 chili di cocaina e circa 155 chili di hashish. Gli investigatori del commissariato Fidene Serpentara, diretto da Fabio Germani, hanno svolto un’articolata attività di indagine di polizia giudiziaria denominata ”Operazione Mola”, coordinata dal ”Pool Reati Gravi contro il Patrimonio”, diretto dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti e dal Sostituto Procuratore Edoardo De Santis.

L’indagine sullo spaccio nacque nel 2017

L’indagine ha avuto inizio nel lontano 2017 e trae origine da due pregresse operazioni di Polizia Giudiziaria denominate ”Untouchables”, a cui aveva partecipato anche la Squadra Mobile capitolina e ”Quadrilatero”, attività coordinate dalla medesima Procura ed eseguite dagli agenti del Commissariato Fidene Serpentara. Le indagini nascevano per contrastare il fiorente spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina che, da diverso tempo, insisteva nella piazza di spaccio limitrofa al parco Kennedy, nel quartiere Tufello. Le precedenti operazioni hanno portato all’emissione, da parte dell’Autorità Giudiziaria, di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di vari personaggi del quartiere, nonché al sequestro di considerevoli quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e di numerose armi da fuoco.

Individuati due importanti spacciatori

L’operazione Mola si è protratta per circa 8 mesi nel corso dei quali sono state avviate una serie di attività come intercettazioni ambientali, telefoniche nonché videosorveglianze. Che hanno permesso di individuare due distinti gruppi criminali dediti entrambi alla vendita di sostanze stupefacenti. Le attività investigative hanno permesso di individuare i fratelli Primavera, Fabrizio e Daniele, che, malgrado fossero agli arresti domiciliari, gestivano il traffico delle sostanze stupefacenti attraverso una fitta rete di fedelissimi collaboratori.

L’attività di spaccio copriva tutta Montesacro

Fabrizio, si occupava della gestione ed il puntuale rifornimento della cocaina sulla piazza di spaccio del Tufello. Infatti, durante le indagini gli agenti hanno preso Emiliano Locci. Mentre trasportava a bordo di uno scooter 426 dosi di cocaina destinate appunto alla piazza del Tufello. Il fratello Daniele, invece, si occupava del reperimento e della vendita di cospicue quantità di cocaina ed anche di hashish che immetteva sul mercato della capitale e anche nella città di Terni, come si è potuto accertare da un riscontro probatorio che ha portato all’arresto di un albanese, trovato in possesso di 1 kg. di cocaina celata all’interno di un doppiofondo della sua autovettura.

La banda rifornita da un romeno

Dalle indagini è emerso inoltre che Daniele Primaverasi procurava la cocaina da un romeno. Il quale ha reperito il chilo di cocaina che poi è stato sequestrato. Inoltre si è reso responsabile di ulteriore spaccio di  cocaina a un uomo arrestato dagli stessi agenti del commissariato Fidene Serpentara. Da evidenziare che sempre Daniele aveva allargato i propri interessi anche nella vendita di hashish nel quartiere Montesacro. Infatti, all’interno del suo gruppo c’era il corriere Mario Bombacigno, il quale aveva il compito di consegnare cospicui quantitativi di hashish a vari personaggi.

Sequestrate ingenti quantità di droga

Emerge, inoltre, la figura di Giuseppe Guida, che era solito rifornirsi di sostanziosi quantitativi di hashish da Daniele Primavera. Come accertato in seguito all’arresto di Guida stesso trovato in possesso di 300 grammi di hashish. Dall’operazione di oggi emerge ancora un secondo gruppo criminale composto da Massimiliano Raco, Salvatore Peluso e Giovanni Novelli. Che gestiva lo spaccio di notevoli quantitativi di hashish destinati al quartiere Montesacro. Circostanza documentata con il ritrovamento di 120 chili di hashish nell’auto di Marco Lorusso, arrestato e di altri 32 chili nascosti nell’auto di Peluso. Emersa anche la somma di 36 mila euro che avevano due albanesi.

 

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