M5S e Olimpiadi di Roma 2040, il grande ribaltone? Ferrara parla, ma Meleo tace. Intanto la mozione resta (per ora) nel cassetto
Il grande ribaltone del M5S sulle Olimpiadi di Roma 2040 potrebbe – il condizionale è d’obbligo e va sottolineato – passare dalle parole del consigliere M5S Paolo Ferrara, mentre Linda Meleo (capogruppo M5S in aula Giulio Cesare e coordinatrice M5S di Roma) tace e la mozione in Campidoglio pro-giochi olimpici continua a non arrivare al voto. È questo il cortocircuito politico che agita il M5S e, più in generale, il Campo largo romano: da una parte l’apertura grillina ai Giochi evocata dall’ex capogruppo dell’era Raggi, oggi ‘semplice’ consigliere Ferrara, dall’altra un’Aula Giulio Cesare che, da mesi, rinvia l’unico atto concreto sul tavolo.
La fuga in avanti di Ferrara
Paolo Ferrara, oggi consigliere M5S in Campidoglio, ha scelto la strada dell’apertura a 360 gradi ai giochi. In un articolo pubblicato da Repubblica a firma Lorenzo D’Albergo, l’esponente pentastellato rilancia una linea già emersa per la verità in un suo vecchio intervento social di febbraio: basta preclusioni ideologiche – in soldoni, questo sostiene Ferrara nella sua ‘nuova’ intervista a Repubblica – le Olimpiadi possono essere discusse, purché senza debiti, con trasparenza e benefici reali per cittadini, giovani e associazioni sportive.
Il punto, però, non è solo sportivo. Perché quella di Ferrara non suona come una semplice riflessione sui cinque cerchi. Sembra molto di più: un segnale politico verso Roberto Gualtieri, Azione e Italia Viva. Un quasi sì alle Olimpiadi Roma 2040. Ma soprattutto anche un quasi via libera-certo, a settembre, al Gualtieri bis in vista delle elezioni comunali del 2027.
Meleo tace, Raggi pure
La domanda politica, quindi, è inevitabile: questa linea non dovrebbe esprimerla Linda Meleo? Meleo – come accennato in apertura, non è soltanto la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Assemblea Capitolina. È anche la coordinatrice romana dei grillini. Se davvero il M5S capitolino sta cambiando pelle sulle Olimpiadi, e sul sostengo a Gualtieri, il segnale dovrebbe arrivare da lei, non da una ‘fuga in avanti’ solitaria e sinceramente davvero poco comprensibile – sul piano politico – di Ferrara.
E invece, almeno per ora, pesa il silenzio di Linda Meleo. Silenzio social, silenzio stampa, silenzio politico. Un vuoto che diventa ancora più rumoroso se si guarda a Virginia Raggi, ex sindaca e oggi capogruppo della lista che porta il suo nome in Campidoglio e nei Municipi. Oggi, davanti alla possibile Roma 2040, anche da quel fronte non arriva nemmeno mezza parola. A parlare è il solo Ferrara, almeno pubblicamente.
La mozione ferma da gennaio
Mentre Ferrara apre a mezzo stampa, la mozione di Azione-Italia Viva resta ferma quindi nei cassetti del Campidoglio. L’atto, protocollato il 23 gennaio 2026, non candida formalmente Roma alle Olimpiadi. Chiede di avviare attività esplorative: studiare costi, impianti, trasporti, sostenibilità, interesse pubblico e possibilità reali di una candidatura ai Giochi Olimpici del 2040.
Eppure anche questo primo passo, da quasi sei mesi, sembra troppo pesante per la maggioranza e per i potenziali alleati del Campo largo.
Nove giri, zero voto
La lunga marcia della mozione racconta meglio di mille dichiarazioni l’imbarazzo politico. Dopo il deposito di gennaio, il testo è scivolato via senza voto nelle sedute del 5 e 7 maggio, del 12 e 14 maggio, del 19 e 21 maggio, del 26 e 28 maggio, del 4 giugno, del 9 e 11 giugno, del 16 e 18 giugno, del 23 e 25 giugno, fino all’ultimo passaggio a vuoto del 2 luglio.
E allora la domanda diventa semplice: se il Movimento 5 Stelle converge davvero sul sì alle Olimpiadi e guarda davvero al Gualtieri bis, perché non votare subito la mozione, senza alcuna esitazione, a faccia scoperta, in aula Giulio Cesare? Perché continuare a rinviare un atto che non impegna Roma a ospitare i Giochi, ma solo a studiare se la candidatura sia anche solo possibile?
Il nodo del Campo largo
La verità è che le Olimpiadi Roma 2040 sono diventate il primo vero test del Campo largo capitolino. Il Pd di Gualtieri vuole intestarsi il racconto della Roma dei grandi eventi. Azione e Italia Viva hanno messo sul tavolo l’atto politico. Il M5S, dopo anni di diffidenza verso i “Giochi del mattone”, sembra pronto a rivedere la sua posizione?
Ferrara parla. Meleo tace. Raggi osserva. Ma l’Aula resta ferma. E finché la mozione non verrà votata, il grande ribaltone grillino resterà sospeso tra un’intervista fotocopia di un post di Ferrara di febbraio, un calcolo elettorale e un silenzio procastinato che pesa più di un NO, diretto e schietto, alle Olimpiadi 2040 e al Gualtieri bis. Perchè obbliga il PD romano e laziale a restare appeso al suo vero totem: non i cinque cerchi olimpici, ma il camino alto 100 metri dell’inceneritore di Acea di Roma-Santa Palomba.
Altro che Olimpiadi di Roma 2040: qui il futuro moltissimi esponenti M5S, della Lista Raggi e grillini lo immaginano già in cenere, con Gualtieri alla regia e il Campo largo… a fare da fumo negli occhi degli elettori.