Malamovida a Roma, il Campidoglio si affida a 60 tutor ‘sperimentali’: sicurezza o toppa politica?

Roma, un tutor, foto generata con IA -

Contenuti dell'articolo

Il Piano della Notte di Roma parte – in via sperimentale – con 60 tutor in strada, così ha annunciato il Campidoglio, ma la sensazione è che l’Amministrazione Gualtieri abbia scelto di andare avanti comunque per la sua strada, con il suo progetto, senza trasformare davvero le critiche dell’opposizione delle ultime settimane in correzioni sostanziali. Da giovedì scatta il primo test nelle zone più calde della malamovida, a partire dai quartieri dove residenti, locali e sicurezza convivono ormai in equilibrio precario.

Trastevere, San Lorenzo e il nodo sicurezza

La sperimentazione dovrebbe concentrarsi nel I e nel II Municipio. I nomi più probabili sono quelli già noti: Trastevere, San Lorenzo, forse anche piazza Bologna. Luoghi simbolo della notte romana, ma anche del fallimento di anni di gestione a colpi di annunci, ordinanze, tavoli e promesse. Ora arrivano i tutor. Non saranno ronde, precisa il Comune. Ma il punto resta un altro: basteranno?

Volontari, etilometri e segnalazioni al 112

I tutor, selezionati attraverso un avviso rivolto al terzo settore e alle associazioni di volontariato, avranno compiti di presenza, ascolto e prevenzione. Potranno distribuire etilometri monouso, parlare con i giovani, segnalare situazioni sospette o moleste al 112. Tutto utile, sulla carta. Ma la domanda politica è semplice: mentre la città chiede controllo, il Campidoglio risponde con una rete di supporto.

La sicurezza diventa “percezione”

Il Comune parla di aumento della percezione di sicurezza. Una formula che però rischia di suonare debole per chi vive ogni notte tra schiamazzi, aggressioni, alcol, degrado e marciapiedi trasformati in bivacchi. La sicurezza, per i residenti, non è una percezione: è dormire, uscire, rientrare a casa senza paura. E su questo il Piano della Notte dovrà dimostrare di essere più di una campagna di immagine.

Locali virtuosi e bollini di qualità

Nel progetto entra anche il tema degli esercenti. Il Campidoglio punta a valorizzare i locali che collaborano con le istituzioni, installano telecamere o si dotano di steward formati. Una sorta di certificazione reputazionale per chi aderisce ai protocolli di sicurezza. Anche qui, però, il rischio è evidente: premiare i virtuosi non basta se chi viola le regole continua a farla franca o paga multe che non spostano nulla.

Luci, bus e vigili: la prova dei fatti

Il piano prevede anche interventi sull’illuminazione, con migliaia di punti luce interessati, il potenziamento delle linee notturne e più pattuglie della Polizia Locale dal giovedì al sabato. Numeri che il Campidoglio rivendica, ma che andranno misurati sul campo. Perché Roma non ha bisogno dell’ennesimo documento ben scritto: ha bisogno di strade presidiate, regole applicate e quartieri finalmente rispettati.

Gualtieri sceglie la sua strada

La linea è chiara: niente ronde, spazio ai tutor, sostegno sociale, prevenzione e collaborazione con esercenti e forze dell’ordine. Ma l’impressione è che Gualtieri abbia deciso di blindare il suo schema, lasciando ai margini le obiezioni di chi chiedeva un approccio più duro, più netto, più immediato. Da giovedì si vedrà se il Piano della Notte sarà una svolta vera o solo un altro esperimento sulla pelle dei romani.