“Mancò la fortuna non il valore”, un libro sull’eroismo italiano in Africa

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Mancò la fortuna non il valore. Storia militare dei soldati italiani in Africa 1940-1943. Esce il 26 novembre il libro di Antonio Leggiero (Collana Odoya Library, 368 pagine illustrate, 24 euro). Tra racconto e saggio, un resoconto suddiviso in tre ampie parti della campagna militare italiana in Africa dall’inizio delle ostilità della Seconda Guerra Mondiale fino al 1943, quando l’ultimo soldato italiano abbandonò il suolo africano. Un racconto minuzioso dei grandi eventi dell’avventura militare italiana in Africa, volto a rievocare anche i fatti individuali dei soldati inseriti nel contesto storico. La prima parte tratta l’avanzata in Nord Africa delle truppe dell’Asse e la tumultuosa “fase del pendolo”, durante la quale gli eserciti in campo si avvicendarono in offensive e ripiegamenti sullo scacchiere dell’Africa Settentrionale.

Le imprese della “Folgore” in Africa del Nord

Nella seconda parte è descritto il lungo periodo di blocco del fronte, denso di aspri combattimenti fra le nazioni, in attesa delle vicende risolutive. Spazio particolare è dedicato alle gesta eroiche dei paracadutisti della Folgore, definiti dei supersoldati e apprezzati anche dal generale tedesco Erwin Rommel. La terza parte conclude la narrazione con l’epica, ma sfortunata battaglia di El Alamein, descritta minuziosamente in tutti i suoi passaggi più significativi. L’epilogo è dedicata alle vicende dell’ultima, disperata resistenza in Tunisia da parte delle truppe dell’Asse.

L’autore: canto gli eroi di un tempo leggendario

“Ecco dunque il mio scopo: cercare di far conoscere a qualche incuriosito lettore i fatti così come si svolsero. Nella loro durezza nuda e cruda, cercando di ricordare che i soldati italiani di quella tragica spedizione – la guerra d’Africa – furono non soltanto i poveri cristi incolpevolmente dannati di un momento storico. Ma anche gli eroi di un tempo lontano, quasi leggendario. Uomini spesso senza colore politico, spesso obbligati dalla chiamata alle armi, che vissero e combatterono in quell’arido e inospitale scenario lunare, con temperature che oscillavano tra i 40-50 gradi di giorno e i pochi gradi sottozero di notte, quasi senza acqua, viveri, munizioni, dimostrando il loro valore al mondo intero”, si legge nella prefazione del volume.

In Nordafrica c’erano anche i soldati della Mvsn

Per la verità, questo è vero solo in parte. In Africa, sia orientale sia Settentrionale, operarono le Camicie Nere. La Mvsn (Milizia volontaria sicurezza nazionale) era il corpo militare più politicizzato del Paese. Formato da volontari fascisti, contava di oltre 350mila uomini. Che si coprirono di gloria in Nord Africa, ossia in Ciernaica e Tunisia, e soprattutto in Africa orientale, sia durante la conquista dell’Impero, sia durante la Seconda Guerra Mondiale. Le Camicie nere presero anche parte alla guerra di Spagna e alla Campagna di Russia.

Lo scrittore non si è occupato solo di Africa nei suoi saggi

Antonio Leggiero è un criminologo investigativo e forense operante sull’intero territorio nazionale, direttore e coordinatore di diversi master in Criminologia. E, inoltre, docente di Criminologia nell’ambito universitario e in quello della specializzazione. Ha all’attivo diverse pubblicazioni di genere narrativo, storico e criminologico. Tra le altre, la raccolta di racconti brevi Storie di paese, il saggio Per amor di Patria, la monografia L’indagine difensiva nel processo penale italianoe i volumi di ricerca e ricostruzione storico-criminologica Quattordici assassini senza volto e Delitto ai quartieri alti. Ossia il giallo irrisolto della strage di via Caravaggio a Napoli. Con Odoya ha pubblicato il saggio storico-militare Apocalisse nella steppa (2013) sulla campagna di Russia del 1941-1943.

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