Matteo D’Ambrosio investito e ucciso, si costituisce il pirata della strada: è un 26enne 

Matteo D'Ambrosio

Lo hanno cercato per ore. Poi, quando ormai ha capito stavano per trovarlo, si è presentato in caserma. È il pirata della strada che nella notte ha travolto e ucciso Matteo D’Ambrosio, il giovane di Guidonia che il prossimo 24 giugno avrebbe compiuto 23 anni. La svolta è arrivata nel primo pomeriggio di sabato 13 giugno, poche ore dopo il drammatico incidente mortale di via Pantano, quando un operaio di 26 anni, incensurato, si è presentato spontaneamente ai Carabinieri della Compagnia di Tivoli, assumendosi la responsabilità dell’investimento.

Per lui è scattata la denuncia per omicidio stradale aggravato e omissione di soccorso.

Investito e ucciso da un pirata della strada a Guidonia, la vittima è Matteo D’Ambrosio: tra pochi giorni avrebbe compiuto 23 anni

La fuga dopo l’investimento

La tragedia si era consumata intorno alle tre del mattino lungo via Pantano, una strada molto frequentata durante il fine settimana per la presenza di locali e pub. Secondo quanto ricostruito finora, Matteo D’Ambrosio aveva appena trascorso la serata con un gruppo di amici e stava raggiungendo l’auto parcheggiata lungo la carreggiata quando è stato travolto da una vettura sopraggiunta a velocità sostenuta. L’impatto è stato violentissimo.

Il giovane è stato sbalzato sull’asfalto riportando ferite gravissime. Inutili i tentativi di soccorso del personale del 118. I medici hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Ferito anche un amico che si trovava con lui al momento dell’investimento. Dopo lo schianto, però, chi era al volante non si è fermato.

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Il 26enne positivo all’alcol test

Nel primo pomeriggio il ventiseienne ha deciso di presentarsi spontaneamente in caserma. I carabinieri hanno effettuato gli accertamenti di rito, dai quali il giovane è risultato positivo all’alcol test. È stato inoltre sottoposto agli esami tossicologici, i cui risultati sono attesi nelle prossime ore. I militari hanno anche verificato il veicolo utilizzato dal 26enne. Dai controlli è emerso che la macchina è intestata al padre e presentava danni ritenuti compatibili con la dinamica dell’investimento costato la vita a Matteo. Nel corso degli accertamenti è emerso che il ventiseienne non era da solo al momento dell’incidente. Poche ore dopo si è infatti presentato ai carabinieri anche un minorenne, che ha dichiarato di trovarsi a bordo della vettura durante l’investimento. Per questo motivo anche lui è stato denunciato a piede libero per omissione di soccorso.

Intanto Guidonia continua a fare i conti con una tragedia che ha sconvolto l’intera città. Matteo D’Ambrosio, studente residente a Guidonia Centro, era conosciuto da molti ragazzi della zona. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente già nelle prime ore della mattina, lasciando sgomenti amici e familiari.