Mausoleo di Augusto, 68 cipressi abbattuti, l’associazione CURAA: “Chi decise di abbatterli? No all’archiviazione dell’inchiesta”


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Roma, Mausoleo di Augusto, il caso dei cipressi non è chiuso: CURAA ha depositato un’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’indagine e chiede di chiarire perché gran parte degli alberi sia stata abbattuta nonostante, secondo l’associazione, le valutazioni del CNR indicassero la necessità di eliminarne soltanto una quota molto più ridotta.

CURAA porta nuove contestazioni davanti al giudice

L’Associazione Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti ha annunciato oggi, 24 settembre, di aver depositato un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione presentata nell’inchiesta della Procura di Roma sull’abbattimento dei cipressi che circondavano il Mausoleo di Augusto.

Il nodo indicato da CURAA riguarda i 78 esemplari censiti nell’area. Secondo la ricostruzione dell’associazione, soltanto una decina avrebbe presentato condizioni tali da giustificare l’abbattimento, mentre per gli altri sarebbero stati prospettati interventi conservativi. Il numero esatto dovrà però essere verificato sulla documentazione tecnica acquisita nel procedimento.

Il punto decisivo: la relazione tecnica contestata

L’opposizione concentra l’attenzione anche su una diversa relazione tecnica che, secondo CURAA, avrebbe assunto un ruolo centrale nella richiesta di archiviazione.

L’associazione sostiene che quel documento non risultasse inizialmente tra gli atti ufficiali citati nell’iter e chiede quindi di accertarne origine, data, contenuto e peso effettivo nelle decisioni adottate.

È proprio su questo passaggio che CURAA domanda ulteriori approfondimenti: non afferma che siano state commesse irregolarità già accertate, ma sostiene che esistano elementi che meritano di essere verificati prima di chiudere definitivamente il fascicolo.

Il Comune aveva previsto la sostituzione degli alberi

La vicenda nasce dal progetto di completamento e musealizzazione del Mausoleo. Roma Capitale aveva ufficialmente spiegato che i cipressi dell’area anulare, considerati «in cattive condizioni», sarebbero stati sostituiti con nuovi esemplari nell’ambito della realizzazione del percorso di visita.

Le polemiche esplosero dopo gli abbattimenti. Nel gennaio 2026, dopo un confronto tra Campidoglio e Ministero della Cultura, fu annunciata una revisione della sistemazione del verde e il ritorno di cipressi di grandi dimensioni, anziché delle piante più piccole inizialmente previste. Nella stessa fase venne riportato che il monitoraggio svolto dal CNR non prescriveva l’abbattimento generalizzato degli alberi.

Una corona verde legata alla storia del Mausoleo

La battaglia di CURAA non riguarda soltanto la salute degli alberi. Sullo sfondo c’è il valore storico della sistemazione verde realizzata negli anni Trenta nell’ambito del recupero del Mausoleo affidato ad Antonio Muñoz.

La documentazione archivistica conferma infatti che Muñoz lavorò tra il 1932 e il 1938 al restauro e al ripristino delle zone verdi del monumento e che la componente arborea faceva parte del progetto di sistemazione dell’Augusteo.

Per questo l’associazione chiede ora che prima dell’archiviazione venga ricostruita l’intera catena delle decisioni: quali alberi risultavano realmente da abbattere, quali documenti furono utilizzati e in quale momento entrarono nel procedimento.

È questo il cuore della nuova iniziativa giudiziaria. Non la richiesta di una conclusione già scritta, ma quella di verificare fino in fondo le carte prima che sul caso dei cipressi del Mausoleo di Augusto venga messo il punto definitivo.