ZTL elettriche a 1000 €, la Giunta Gualtieri deve dimostrare perché fa pagare: il TAR vuole vedere i numeri che hanno portato alla tariffa


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Roma, la nuova disciplina delle ZTL per le auto elettriche resta in vigore, ma ora il Campidoglio dovrà mostrare al TAR gli studi, i dati sul traffico e gli atti utilizzati per arrivare alla tariffa annuale fino a 1.000 euro. È questo il nuovo fronte giudiziario che si apre sulla mobilità capitolina, che investe sindaco Gualtieri e assessore alla mobilità Patanè, appena un giorno dopo la doppia sospensione riguardante il carico e scarico merci nel centro storico di cui ci siamo occupati ieri.

Il TAR chiede tutte le carte

La decisione è contenuta nell’ordinanza n. 5248/2026 del TAR Lazio, Seconda Sezione, pubblicata il 24 settembre, relativa al ricorso RG 9213/2026.

Il Tribunale non ha sospeso la delibera della Giunta Capitolina n. 63 del 27 febbraio 2026, che ha modificato il precedente sistema di accesso gratuito alle ZTL per i veicoli esclusivamente elettrici o a idrogeno.

Ha però disposto un’approfondita istruttoria e fissato l’udienza di merito al 13 gennaio 2027.

Flussi, accessi e tariffa da 1.000 euro

Ed è proprio l’elenco dei documenti richiesti dal TAR a rendere significativo il passaggio.

Roma dovrà depositare entro 30 giorni lo studio di Roma Servizi per la Mobilità prot. 14963/2026 nella sua versione integrale, comprese le banche dati utilizzate, le rilevazioni dei flussi di traffico, gli accessi nelle singole ZTL, la metodologia adottata e gli elementi relativi alla specifica incidenza delle auto elettriche sulla circolazione.

I giudici chiedono anche gli atti utilizzati per determinare la tariffa annuale fino a 1.000 euro, le valutazioni sui suoi possibili effetti e l’esame di eventuali misure alternative o transitorie.

Sotto esame anche il procedimento

L’istruttoria non riguarda soltanto i numeri.

Il TAR vuole vedere anche il contratto o il titolo giuridico attraverso il quale Roma Servizi per la Mobilità gestiva nel 2026 i permessi ZTL, oltre agli atti che le attribuivano il potere di modificare le autorizzazioni già rilasciate.

Richiesti inoltre l’avviso di avvio del procedimento del 9 aprile 2026, le modalità con cui venne diffuso, il numero dei destinatari, le eventuali osservazioni presentate dagli interessati e gli atti dai quali risulti che quelle osservazioni siano state effettivamente esaminate.

Chi ha portato Roma Capitale davanti al TAR

Il ricorso è stato presentato da Cesare San Mauro e Danilo Calvitti, assistiti dall’avvocato Antonino Galletti.

San Mauro ha un profilo pubblico particolarmente noto: è professore associato di Diritto dell’Economia alla Sapienza e avvocato cassazionista. Nel suo curriculum figurano anche precedenti incarichi nel Comune di Roma, tra cui la presidenza della Commissione Statuto e la vicepresidenza della Commissione Ambiente.

C’è inoltre un precedente politico interessante. Nel 2021 il Corriere della Sera indicava San Mauro tra i componenti esterni del comitato promotore della lista civica che sosteneva la candidatura a sindaco di Roberto Gualtieri. L’agenzia Dire riferì successivamente che era stato anche considerato per una possibile candidatura nella stessa civica.

Oggi figura invece personalmente tra i ricorrenti contro una delle decisioni della Giunta guidata dallo stesso Gualtieri.

Dopo la ZTL merci, un altro fronte davanti ai giudici

Il nuovo provvedimento arriva appena dopo le due ordinanze raccontate ieri da Il Nuovo 7 Colli.

Sul divieto temporaneo per carico e scarico merci nel centro storico, il TAR aveva confermato la sospensione dell’ordinanza sindacale, rilevando in sede cautelare un “difetto di compiuta istruttoria”, la necessità di coinvolgere le categorie direttamente interessate e l’assenza di una specifica urgenza.

Sono due procedimenti differenti e anche gli effetti, per ora, sono diversi: sulla ZTL merci lo stop è già arrivato; sulle auto elettriche no.

Ma proprio per questo il nuovo caso apre un ulteriore possibile fronte per il Campidoglio. Entro 30 giorni Roma Capitale dovrà mettere sul tavolo studi, numeri e documenti. Poi, il 13 gennaio 2027, saranno i giudici a entrare nel merito della nuova disciplina.