Maxi frode sui bonus edilizi: sequestro da 9 milioni tra Roma e Castelli, scoperta anche una villa “fantasma” (VIDEO)
Crediti d’imposta inesistenti, lavori mai eseguiti, società fantasma e beni di lusso acquistati con i proventi della presunta truffa. La Guardia di Finanza ha sequestrato un patrimonio da oltre 9 milioni di euro tra Roma, Colonna e Monte Compatri. Tra i beni finiti sotto sigilli anche una villa abusiva, accatastata come semplice terreno ma trasformata in una residenza di lusso.
L’operazione, denominata “Extra Lusso, Cemento Soffiato”, è stata eseguita dai finanzieri del Gruppo di Frascati, con il supporto del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Viterbo, delle unità cinofile del Gruppo di Fiumicino e del personale specializzato A.T.P.I. di Viterbo. Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.
Frode sui bonus edilizi: nel mirino una famiglia e un patrimonio da oltre 9 milioni
Il sequestro patrimoniale riguarda tre componenti di una famiglia di origine rumena, destinatari della misura sulla base del profilo ritenuto socialmente pericoloso del principale indagato, della sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato nel tempo e della presunta abitualità nel vivere con i proventi di attività illecite.
Sotto sequestro sono finiti 26 immobili, circa 20 auto di lusso, tre società di capitali – una delle quali con sede in Romania – oltre a quote societarie, conti correnti, cassette di sicurezza e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro.
Il sistema: crediti fiscali inesistenti per lavori mai realizzati
L’inchiesta nasce dall’incrocio di due filoni investigativi: uno sviluppato dal Nucleo PEF di Viterbo su una società coinvolta nelle frodi legate ai Superbonus edilizi, l’altro dal Gruppo di Frascati su alcuni soggetti residenti nel VI Municipio di Roma, alla Borghesiana e in zona Finocchio.
Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe messo in piedi un articolato sistema fraudolento basato sulla creazione di crediti d’imposta inesistenti, comunicati all’Agenzia delle Entrate come se fossero maturati grazie a lavori edilizi che, in realtà, non sarebbero mai stati eseguiti.
Le società coinvolte sarebbero risultate prive di dipendenti, mezzi, strutture operative e capacità imprenditoriale per effettuare gli interventi dichiarati. Ancora più inquietante quanto emerso dalle verifiche sui beneficiari: numerosi cittadini residenti in diverse province italiane risultavano destinatari delle agevolazioni fiscali senza aver mai richiesto lavori né conoscere le imprese che li avevano formalmente eseguiti.
I crediti ceduti a Poste Italiane e il denaro reinvestito in immobili e auto di lusso
Una volta creati, i crediti fiscali fittizi venivano monetizzati attraverso la cessione a Poste Italiane. Secondo l’accusa, il denaro ottenuto sarebbe stato successivamente reinvestito nell’acquisto di immobili, automobili di lusso e altri beni di valore, mentre una parte delle somme sarebbe stata trasferita su conti correnti riconducibili agli indagati in Romania e la restante redistribuita ad altri soggetti coinvolti nell’organizzazione.
Le indagini patrimoniali hanno inoltre consentito di individuare diversi prestanome, formalmente intestatari di immobili e veicoli di pregio, ma ritenuti dagli investigatori meri schermi utilizzati per occultare la reale disponibilità dei beni.
Scoperta una villa abusiva censita come terreno
Durante le operazioni è emersa anche un’altra scoperta. Uno degli immobili sequestrati risultava infatti accatastato come semplice terreno, ma gli accertamenti hanno rivelato la presenza di una villa completa di ogni comfort alla Borghesiana, realizzata completamente in violazione della normativa urbanistica ed edilizia. L’immobile è stato immediatamente sottoposto a sequestro e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’operazione “Extra Lusso, Cemento Soffiato” rappresenta uno dei più rilevanti interventi degli ultimi mesi nel contrasto alle frodi sui bonus edilizi e al successivo reimpiego dei proventi illeciti. I beni sequestrati sono stati affidati a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Roma, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi per ricostruire l’intera rete economica e societaria riconducibile agli indagati.

