Meteo Roma e Lazio, arriva il caldo record: temperature fino a 33 gradi, ecco quanto dura

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Finalmente a Roma arriva il caldo. Quello vero. Da molti atteso, da altri temuto. Dopo settimane altalenanti, tra pioggia e sbalzi di temperatura, Roma si prepara a vivere il primo assaggio d’estate del 2026: sole pieno, temperature in salita e pomeriggi che, soprattutto nel weekend, avranno più il sapore di giugno inoltrato che di fine maggio. E proprio nel fine settimana le temperature potrebbero sfiorare i 32-33 gradi nella Capitale e valori ancora più alti in diverse zone d’Italia.

Già da oggi il cielo sarà sereno ovunque, ma è da domani, 22 maggio, che le temperature saliranno. E no, non si tratta della classica giornata mite di primavera: gli esperti parlano di una vera fiammata calda destinata a coinvolgere buona parte dell’Italia centro-settentrionale.

Roma verso i 30 gradi: sole e caldo in aumento

Nella Capitale il meteo cambia faccia dopo giorni ballerini. Da oggi il cielo sarà quasi sempre sereno, con qualche velatura di passaggio ma senza piogge degne di nota. Le temperature saliranno gradualmente fino a sfiorare i 28-30 gradi nelle ore più calde, soprattutto nei quartieri più interni e lontani dal mare. Più ventilate le aree del litorale romano, da Ostia a Fiumicino, dove la brezza riuscirà almeno in parte a contenere il caldo. Diverso il discorso nelle province. Il caldo si farà sentire in tutto il Lazio, ma con differenze nette tra costa ed entroterra. Sul litorale il mare riuscirà ancora a contenere leggermente le temperature, mentre nelle province di Frosinone, Latina e Rieti si potranno toccare valori decisamente superiori alle medie stagionali. Nelle aree interne non sono escluse punte vicine ai 30 gradi, soprattutto tra sabato e domenica. Più fresco soltanto in montagna, dove nel pomeriggio potrebbe formarsi qualche breve acquazzone isolato, tipico delle prime fiammate calde di stagione.

Ma se a Roma e nel Lazio farà caldo, anche nel nord Italia le temperature saranno molto al di sopra della media. Le città che rischiano di registrare le temperature più alte saranno soprattutto quelle della Pianura Padana, con picchi oltre i 30-32 gradi nei prossimi giorni. Più contenuti, almeno per ora, i valori al Sud.

Se il Centro-Nord si prepara a un anticipo d’estate, il Sud resta ancora più esposto a correnti instabili. In queste ore tra Calabria, Sicilia e parte del basso Adriatico resiste ancora qualche pioggia sparsa, ma la tendenza è verso un miglioramento generale anche lì entro il weekend.

Perché sta arrivando tutto questo caldo

Dietro questa improvvisa impennata delle temperature c’è il ritorno dell’anticiclone subtropicale, che sta conquistando gran parte dell’Europa occidentale. Una massa d’aria stabile e molto mite che sta spingendo il termometro ben oltre i valori normali per la seconda metà di maggio. La particolarità di questa fase, spiegano i meteorologi, è che il caldo non arriva direttamente dal Sahara ma dall’Atlantico subtropicale. Quindi afa ancora contenuta, ma temperature comunque elevate grazie alla stabilità atmosferica e al sole pieno che accumula calore giorno dopo giorno. 

Quanto durerà questa ondata di caldo

La domanda che tutti si fanno è una: durerà? Secondo le ultime proiezioni, il caldo dovrebbe accompagnare l’Italia almeno fino ai primi giorni della prossima settimana. L’anticiclone appare infatti piuttosto solido e intenzionato a mantenere il controllo del Mediterraneo ancora per diversi giorni. Qualche temporale pomeridiano potrebbe svilupparsi sulle Alpi o nelle aree interne appenniniche, ma senza cambiare davvero il quadro generale. La sensazione, piuttosto, è che questo anticipo d’estate possa diventare il primo banco di prova della stagione 2026.

Il vero dato che preoccupa e che il caldo eccezionale sta diventando sempre meno eccezionale. Anni fa temperature simili a maggio avrebbero fatto notizia per settimane. Oggi sembrano quasi normali. Ed è proprio questo il cambiamento più evidente: ci stiamo abituando a picchi di caldo sempre più precoci. Non significa che siano davvero normali dal punto di vista climatico. Significa che eventi considerati eccezionali stanno diventando più frequenti. E ogni volta la soglia si sposta un po’ più avanti.