Metro A, l’annuncio-beffa di Patanè: tante date sui tram, ma sulle 10 stazioni da ristrutturare i cittadini restano senza cronoprogramma
Roma, il comunicato stampa dell’assessore alla Mobilità della Giunta Gualtieri Eugenio Patanè diffuso nella serata del 1°settembre conferma, senza dirlo apertamente, il punto sollevato dal nostro precedente articolo del 31 agosto: il calendario annunciato per lo stop e la ristrutturazione di ben dieci stazioni della Metro A – zona Roma sud – previsto per giugno-luglio – è saltato e l’Amministrazione continua a non rendere pubblico un cronoprogramma vero e definitivo dei lavori che si dovrebbero svolgere il prossimo autunno 2026.
La nota del Campidoglio del primo settembre (che inseriamo alla fine di questo articolo, in formato integrale) elenca date precise per tram, autobus, linee scolastiche e nuovi collegamenti.
Quando arriva alle dieci stazioni della Metro A, però, l’orologio improvvisamente si ferma.
La formula scelta è soltanto questa: gli interventi partiranno “a partire dal prossimo autunno”, così si legge testualmente. Nessun giorno, nessun mese, nessun ordine dei cantieri.
Ma i pendolari di Roma – ci chiediamo – hanno il diritto di potersi organizzare per tempo, visto che da settembre tra l’altro è prevista una stretta ulteriore per le auto e camion che entreranno e usciranno dalla ZTL?
Il comunicato arrivato dopo il nostro articolo
Il giorno precedente avevamo posto domande semplici e verificabili: quando cominceranno i lavori? Quale sarà la prima stazione? Quali fermate dovranno chiudere, per quanto tempo e secondo quale successione?
Il comunicato della Giunta Gualtieri arrivato subito dopo, ma non risponde a nessuno di questi interrogativi.
Si limita a ripetere ‘a pappagallo’ i nomi delle fermate interessate: Ponte Lungo, Furio Camillo, Colli Albani, Arco di Travertino, Porta Furba, Numidio Quadrato, Lucio Sestio, Giulio Agricola, Subaugusta e Cinecittà.
L’elenco era già noto. A mancare erano le date. E le date continuano a mancare.
Giugno e luglio spariscono dal racconto di Patanè
Il 12 dicembre 2025 Patanè aveva indicato – tramite agenzia di stampa – una finestra ben più precisa: avvio dei lavori nelle 10 stazioni della Metro A tra giugno e luglio 2026 e conclusione entro dicembre dello stesso anno, ossia sempre 2026. Giugno è trascorso. Luglio è trascorso.
È finito anche agosto, senza che per le dieci stazioni sia stato pubblicato il calendario operativo promesso ai romani. Resta muta anche Atac.
Ora il Campidoglio sostituisce quella previsione con una stagione lunga tre mesi: “l’autunno”. Non spiega perché il precedente programma non sia stato rispettato. Non indica una nuova scadenza finale. Soprattutto non chiarisce se dicembre 2026 resti ancora un obiettivo raggiungibile.
Il paradosso delle “tutte le date”
Il titolo scelto dal Campidoglio per il comunicato è categorico: “Tutte le date”. E le date, in effetti, abbondano. Il 7 settembre riparte la linea tranviaria 3L, il 21 settembre torna la linea 8, il 5 e il 19 ottobre riprendono progressivamente le linee 5 e 14, mentre il 23 novembre è prevista la riattivazione dell’intero servizio tranviario, con le limitazioni precedenti all’estate.
Soltanto per le dieci stazioni della Metro A non c’è neppure un giorno da cerchiare sul calendario. Proprio sul punto contestato, le “tutte le date” diventano nessuna data.
Dal 2025 all’autunno 2026 senza un calendario vero
La vicenda diventa ancora più pesante se si guarda alla programmazione originaria. Nella documentazione illustrata nel 2024, l’affidamento e la realizzazione dei lavori su circa dieci stazioni erano collocati già nel 2025. Successivamente Patanè spostò l’avvio a giugno-luglio 2026. Adesso compare il generico autunno.
Tre orizzonti temporali diversi, ma ancora nessun cronoprogramma pubblico con date, sequenza, durata e possibili chiusure. Non è una valutazione politica: è il confronto tra gli annunci e il calendario.
La Giunta Gualtieri deve dire la verità ai pendolari
I lavori sono necessari e nessuno ne contesta l’utilità. Proprio per questo devono essere programmati e comunicati con chiarezza. Dieci stazioni consecutive lungo la tratta Ponte Lungo-Cinecittà servono ogni giorno lavoratori, studenti, famiglie e attività commerciali che hanno il diritto di organizzarsi.
Dopo il 2025, dopo giugno e dopo luglio, “in autunno” non basta più. Patanè ha parlato, ma non ha risposto. La Giunta Gualtieri ha pubblicato un comunicato intitolato “Tutte le date”, riuscendo a lasciare senza data proprio l’intervento sul quale era stata chiamata a fare chiarezza. Il cronoprogramma “vero”, ancora una volta, non c’è.