Movida Roma, Schiuma (FdI) attacca sui controlli: “La sicurezza non si fa inseguendo i locali in regola”

Fabio Schiuma

Roma, nel dibattito sulla movida romana torna al centro il tema dei controlli nei locali notturni. A sollevarlo è Fabio Sabbatani Schiuma, responsabile del Dipartimento di Fratelli d’Italia “La Città della Notte”, che invita a distinguere con chiarezza tra sicurezza vera e verifiche fatte solo per contestare irregolarità formali. Il riferimento è anche alla tragedia del locale “Le Constellation” di Crans-Montana, che secondo Schiuma non può diventare il motivo per scaricare ogni responsabilità sui locali autorizzati che lavorano nel rispetto delle regole.

“Non colpire chi opera alla luce del sole”

Nel suo intervento, Schiuma sostiene che i locali già autorizzati, strutturati e inseriti nel circuito ufficiale dell’intrattenimento non dovrebbero diventare il bersaglio principale dell’azione amministrativa. Il rischio, spiega, è concentrare tutta l’attenzione su chi è facilmente controllabile, lasciando invece in secondo piano le situazioni più difficili da intercettare. Secondo questa lettura, una parte dei verbali mostrerebbe eccessi interpretativi e contestazioni considerate sproporzionate rispetto alla reale pericolosità dei fatti rilevati.

Sicurezza, abusivismo e regole

Per Schiuma il cuore del problema non è nei locali che operano con titoli autorizzativi, ma nell’abusivismo che gravita attorno alla notte romana. È in quell’area, sostiene, che si concentrano le criticità più serie: eventi improvvisati, attività svolte senza permessi adeguati, personale non formato e standard di sicurezza poco chiari. In questo quadro, la sicurezza non si misura dal numero delle sanzioni elevate, ma dalla capacità di separare le violazioni formali dalle situazioni che possono davvero mettere a rischio l’ordine pubblico e l’incolumità delle persone.

La richiesta: controlli più mirati

Da qui la richiesta di riequilibrare il sistema dei controlli. Schiuma chiede verifiche rigorose, ma orientate dove il rischio è più alto, cioè nei circuiti informali e nelle attività fuori regola. L’obiettivo, nella sua posizione, dovrebbe essere quello di prevenire problemi concreti e non produrre effetti mediatici. Il messaggio è netto: per rendere più sicura la movida romana serve un’azione ispettiva credibile, costante e mirata, capace di colpire gli abusi reali senza appesantire chi già opera dentro un quadro autorizzato e tracciabile.