Musei di Roma, niente concorso per il nuovo direttore: la Giunta li affida alla ex candidata della Lista Gualtieri sindaco


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A guidare i Musei Civici di Roma sarà Ilaria Miarelli Mariani fino a giugno 2027. È stata scelta non attraverso un concorso pubblico. Ma con la formula del “comando”, cioè con un’assegnazione temporanea, prelevata da un altro ente, vale a dire l’Università Sapienza. La decisione è stata presa dalla Giunta Capitolina al completo, in testa il primo cittadino Gualtieri nei giorni scorsi. Il punto politico è tutto qui: la persona alla guida del settore culturale pubblico più importante della Capitale risulta però anche candidata alle elezioni comunali del 2021, nella Lista Civica Gualtieri Sindaco, come mostrano le liste elettorali dell’epoca. Ilaria Miarelli Mariani è stata anche, sempre nel 2021, la prima firmataria della lettera pubblica con cui il mondo della Cultura sosteneva la candidatura a sindaco dell’allora solo aspirante primo cittadino Gualtieri.

La novità politica dietro la delibera

La delibera della giunta (che alleghiamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo) approvata in Campidoglio autorizza il “comando” della professoressa Ilaria Miarelli Mariani presso il comune di Roma per (continuare a) dirigere la Direzione Musei Civici. In termini semplici, il Comune ha deciso di continuare ad avvalersi della sua figura anche dopo il suo passaggio alla Sapienza, dove ha preso servizio come professore ordinario, recente vincitrice di concorso. Nel 2023, il sindaco Gualtieri in persona l’aveva già scelta, una prima volta, come direttrice a tempo determinato, a seguito di una procedura selettiva (ossia non con un concorso pubblico, ma con una sorta di ‘invito ristretto’).

Nessun concorso, ma una conferma “a comando”

Tornando alla delibera della Giunta Gualtieri dei giorni scorsi, la Giunta non ha bandito, nemmeno stavolta, una selezione pubblica. Non ha aperto alcuna procedura comparativa. Non ha lanciato un concorso. Ma fatto un’altra cosa. Stabilito che Roma continuerà a servirsi della stessa dirigente attraverso il comando, dopo il nulla osta dell’Università (dove lavora anche Gualtieri) e con il consenso dell’interessata.

Nel testo si legge che il sindaco intende “continuare ad avvalersi della professionalità” della professoressa per l’incarico di Direttore della Direzione Musei Civici. È una frase importante. Perché fotografa bene la scelta compiuta dall’amministrazione: la priorità indicata non è aprire una gara tra curricula, ma garantire continuità a una figura già inserita nell’assetto capitolino.

Dal punto di vista formale, il meccanismo utilizzato nel 2023 e ora, nel 2026, è perfettamente legale e legittimo. Dal punto di vista politico, però, resta aperta una domanda semplice e difficilmente aggirabile: era questa la strada più opportuna per un incarico così delicato nella capitale d’Italia?

Il punto politico della scelta della Giunta Gualtieri

Presi uno per uno, questi fatti possono essere letti come espressioni legittime di partecipazione civile e politica. Messi insieme alla delibera approvata ora, però, producono un effetto inevitabile. Alimentano il sospetto di una filiera culturale molto interna al perimetro del sindaco. Prima la candidatura. Poi il sostegno pubblico. Ora la conferma alla guida dei Musei senza concorso, attraverso un passaggio deciso dalla Giunta. E da qui nasce il problema di opportunità.

Continuità o vicinanza politica?

La difesa del Campidoglio è scritta nero su bianco. Continuità amministrativa. Valorizzazione delle competenze. Esigenza di non interrompere la guida dei Musei Civici.

Ma la questione pubblica non si esaurisce nella correttezza formale degli atti. In una città come Roma, che porta sulle spalle un patrimonio culturale unico di valore inestimabile, la guida dei Musei Civici ha un valore simbolico e istituzionale enorme. Proprio per questo, anche le scelte formalmente corrette dovrebbero apparire limpide non solo agli uffici, ma anche ai cittadini.

Quando il vertice di un settore tanto sensibile viene confermato senza concorso e con una decisione politica assunta dalla Giunta del sindaco, mentre emergono precedenti legami elettorali con quello stesso sindaco, il terreno diventa inevitabilmente scivoloso.

Il nodo vero: il criterio di scelta

La domanda che resta sul tavolo è elementare: per guidare i Musei Civici di Roma basta la fiducia dell’amministrazione, o servirebbe una procedura il più possibile aperta, trasparente e competitiva?

Perché qui non si discute soltanto del curriculum della professoressa, né del suo profilo accademico. Si discute del metodo. E il metodo, nelle istituzioni, conta quasi quanto il merito.

Roma non è un comune qualsiasi. È la Capitale. È la città eterna. È una vetrina culturale mondiale. Per questo i suoi musei civici dovrebbero essere affidati a figure scelte con criteri che siano non solo solidi, ma anche percepiti come super partes. Il punto non è negare le competenze di chi viene nominato. Il punto è evitare che sulle nomine cada anche solo l’ombra di una coincidenza politica troppo perfetta.

In una città ‘normale’ sarebbe già un tema. A Roma, lo è ancora di più.