Mutui a ‘raffica’ in Campidoglio, 15 milioni per la nuova sede del Municipio XII: Roma sempre più schiacciata dai debiti

Roma, sullo sfondo l'attuale sede del Municipio XII, in primo piano il sindaco Gualtieri

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Roma si prepara un nuovo investimento “a debito” – ossia finanziato con mutuo a carico dei romani per i prossimi vent’anni che verrà ripagato a rate: parliamo della demolizione e ricostruzione della futura sede del Municipio XII (immobile in via Fabiola 15) per un importo complessivo di spesa stimato in 15 milioni di euro. Il primo passo è, nero su bianco, in una determinazione del 26 novembre 2025 (che alleghiamo, in formato scaricabile, alla fine di questo articolo).

L’amministrazione Gualtieri approva, con questo documento, capitolato di spesa e relazione tecnica per avviare la richiesta di mutuo-monstre a Cassa Depositi e Prestiti, la banca di Stato. Ma intanto mette in cantiere la fase di progettazione. Il dato chiave è questo: 1,5 milioni (IVA inclusa) servono solo per studio di fattibilità e progettazione. Il resto, 13,5 milioni, è destinato al cantiere vero e proprio con data di avvio già fissata: 2027.

Perché Roma “corre”? Personale interno introvabile…

Nel provvedimento si spiega che il Municipio XII aveva tentato una ricognizione interna per trovare competenze adeguate alla progettazione. Risultato: ricognizione deserta. Da qui l’urgenza dichiarata di procedere “speditamente”, includendo il progetto esecutivo, con rilievi geologici, accatastamenti e coordinamento della sicurezza.

La scelta politica: “in house” per velocizzare (ma i costi restano)

Per accelerare, la strada indicata da Campidoglio e Municipio XII è quella di affidare l’incarico in house a Risorse per Roma S.p.A., società interamente partecipata dal Comune (e guidata dal fedelissimo di Nicola Zingaretti, Paolo Orneli). Società che di recente si sta giù ‘mangiando’ gestione e manutenzione di tutte le strade capitoline interne al GRA: un affalto a dir poco faraonico costato altri 58 milioni di euro di mutuo.

Del resto Risorse per Roma, sempre più spesso, viene ‘utilizzata’ da Gualtieri come braccio tecnico-politico per progettazione e supporto nella realizzazione e gestione di grandi e piccole opere pubbliche. Come la rigenerazione urbana – articolo 1 – la cura del verde pubblico – articolo 2 – e addirittura la cura degli impianti sportivi pubblici – articolo 3, come da noi ricostruito di recente.
Una scelta che, sul piano politico, può essere letta in due modi: da una parte l’argomento “pragmatico” (ridurre tempi e passaggi). Dall’altra la domanda inevitabile su priorità e controllo della spesa, oltrechè di legittima concorrenza con i privati estromessi da vari settori della spesa pubblica, perché si tratta comunque di tanti soldi pubblici (quindi dei cittadini) e – soprattutto – di soldi presi a prestito.

Cassa Depositi e Prestiti: il bancomat degli investimenti locali

Tornando ai 15 milioni di mutuo per la nuova sede del Municipio XII, Cassa Depositi e Prestiti è uno degli interlocutori classici per i mutui agli enti locali, in particolare di Roma. Tradotto per i cittadini: l’intervento non viene pagato “a saldo” oggi, ma spalmato nel tempo con rate e interessi. Il problema è che Roma non è un Comune qualunque.

Il macigno del debito di Roma: una città con due contabilità

Qui sta il punto principale di pubblica utilità: Roma convive da anni con una gestione straordinaria del debito pregresso, separata dal bilancio ordinario. La cosiddetta Gestione Commissariale nasce per gestire i debiti (al momento circa mezzo miliardo di euro) fino al 28 aprile 2028.

In parallelo, Roma – a guida Gualtieri – continua a fare investimenti anche ricorrendo (e sempre più spesso) ai mutui: ed è qui che ogni nuova operazione, anche quando “sensata”, diventa terreno di scontro politico.

E Gualtieri? Commissario sì, ma non (solo) sul debito

Il sindaco Roberto Gualtieri è Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo 2025, con poteri e responsabilità straordinarie anche in materia di rientro dal debito.

La domanda che resta ai cittadini: priorità e tempi

Una nuova sede municipale può significare uffici più efficienti e servizi più ordinati sul territorio. Ma la politica, qui, deve rispondere a una domanda semplice: in una città già appesantita da anni di piani di rientro, quanto “costa” continuare ad aprire nuovi mutui? E soprattutto: quali opere restano indietro mentre si pianifica una demolizione e ricostruzione da 15 milioni?

Perché la partita vera non è solo il progetto: è il conto complessivo di Roma. E quello, alla fine, passa sempre dal portafoglio dei romani.