Nidi di Roma, solo 106 educatrici verso la stabilizzazione: migliaia di precarie preparano la ‘Rivolta di settembre’

Protesta alla scuola di Roma

Contenuti dell'articolo

Roma si prepara al nuovo anno educativo con 106 stabilizzazioni di educatrici annunciate dal Campidoglio, ma il numero non basta a spegnere la protesta di chi da anni lavora nei nidi come precaria e attende ancora un posto stabile. È questo il nodo che torna ad affacciarsi alla vigilia di settembre: non l’assenza totale di assunzioni, ma la distanza tra gli ingressi programmati e le aspettative di una graduatoria nata addirittura nel 2018.

Il concorso che arriva dal 2018

La storia parte otto anni fa. La selezione pubblica di Roma Capitale venne bandita nel 2018 per formare una graduatoria utilizzabile sia per le supplenze negli asili nido sia per assunzioni a tempo indeterminato. Non si tratta dunque di una semplice lista nata per coprire qualche emergenza: quella graduatoria è diventata negli anni uno degli strumenti con cui Roma ha tenuto in piedi il sistema delle sostituzioni e alimentato le stabilizzazioni.

Il Campidoglio: 106 nuove stabilizzazioni

L’assessora alla Scuola Claudia Pratelli ha confermato che sono previste 106 stabilizzazioni. Il dato va letto insieme agli atti già approvati dal Comune. Nel PIAO 2026-2028, votato dalla Giunta ad aprile, Roma Capitale aveva infatti programmato il passaggio di 70 educatrici già in servizio verso il profilo di insegnante della scuola dell’infanzia e stabilito che i 70 posti così liberati nei nidi sarebbero stati coperti scorrendo la graduatoria ancora vigente. Il piano prevedeva inoltre ulteriori assunzioni nel comparto scuola.

Le precarie: «Sono troppo poche»

Il problema nasce dal confronto con ciò che resta della graduatoria. Secondo Beatrice Genovese, RSU indipendente di Roma Capitale ed educatrice precaria, le idonee ancora presenti sarebbero oltre tremila. È un dato rivendicato dalle lavoratrici, non un numero che risulta certificato in un prospetto aggiornato pubblicato dal Campidoglio, e va quindi attribuito correttamente. Per le precarie, però, 106 stabilizzazioni rappresentano comunque una risposta troppo piccola, soprattutto considerando pensionamenti e necessità di sostituzioni.

Roma intanto aumenta i posti nei nidi

Ed è qui che emerge il cortocircuito politico. Roma Capitale rivendica un forte investimento sul settore: a febbraio Pratelli annunciava 300 nuovi posti per l’anno educativo 2026-2027 e oltre 1.700 educatrici ed educatori stabilizzati dal 2021. Il Campidoglio sostiene inoltre di aver raggiunto un tasso di copertura del 49% tra posti disponibili e popolazione sotto i tre anni, superiore all’obiettivo europeo indicato per il 2030. Più bambini accolti, però, significano anche la necessità di avere organici capaci di sostenere il servizio.

Settembre diventa il banco di prova

Le lavoratrici denunciano episodi di carenza di personale registrati nei mesi scorsi, con situazioni di “fuori rapporto”, limitazioni agli ingressi e uscite anticipate. Si tratta anche in questo caso di contestazioni provenienti dalle precarie e non di una certificazione generale del Campidoglio sull’intera rete cittadina. Ma il segnale politico resta: le lavoratrici hanno già annunciato nuove mobilitazioni se non arriveranno ulteriori risposte.

Il Governo, intanto, ha scelto la strada della proroga della validità delle graduatorie, evitando che il bacino venga cancellato nell’immediato. Già negli atti parlamentari dei mesi scorsi il problema era stato indicato esplicitamente: il turnover e le sostituzioni nei nidi di Roma rendono necessario mantenere graduatorie utilizzabili per garantire continuità ai servizi.

E così settembre diventa il vero esame per la Giunta Gualtieri. Da una parte il Campidoglio può rivendicare migliaia di stabilizzazioni effettuate negli ultimi anni e nuovi ingressi già programmati. Dall’altra resta una platea di precarie che continua a lavorare aspettando il contratto definitivo. Le 106 stabilizzazioni sono quindi una risposta concreta, ma non chiudono affatto la partita. Anzi: rischiano di riaprirla proprio quando i nidi di Roma torneranno a riempirsi.