Nidi di Roma, supplenti chiamate a firmare il 31 agosto, alla vigilia della riapertura: servizi a rischio. Gualtieri ‘gioca’ con lavoratrici e famiglie?
I nidi di Roma riapriranno il 1° settembre, ma le supplenti avranno tempo fino alle ore 12 del 31 agosto per accettare la sede e firmare il contratto: una corsa contro il tempo che lascia alla Giunta Gualtieri e all’assessore alla Scuola Claudia Pratelli meno di un giorno per conoscere rinunce ed eventuali posti rimasti scoperti.
Gli esiti pubblicati il 28 agosto
Roma ha pubblicato il 28 agosto gli esiti delle assegnazioni degli incarichi di supplenza di “Tipologia A”, quelli della durata di almeno cinque mesi. Le candidate possono entrare nel nuovo servizio digitale, visualizzare la sede, accettare o rifiutare e sottoscrivere il contratto.
Il termine ultimo è fissato alle 12 del 31 agosto. La mattina successiva, martedì 1° settembre, i nidi accoglieranno i bambini. Quindi hanno un solo weekend per decidere se accettare o meno.

Meno di un giorno per coprire le rinunce
La procedura telematica rappresenta un passo avanti rispetto alle vecchie convocazioni in presenza. Ma il calendario scelto dal Campidoglio lascia pochissimo spazio agli imprevisti. Solo alla scadenza delle accettazioni l’Amministrazione conoscerà il quadro definitivo.
Se dovessero emergere rinunce, errori o sedi vacanti, gli uffici avrebbero pochissime ore per intervenire. Non è ancora possibile affermare che mancheranno educatrici: il rischio organizzativo, però, è oggettivamente concentrato sulla vigilia dell’apertura.
Tempo ridotto fino al 14 settembre
Dal 1° al 14 settembre i nidi funzioneranno con orario dalle 8 alle 14.30. Il tempo pieno dovrebbe partire il 15 settembre. È quindi prevista una fase iniziale graduale, utile per l’ambientamento dei bambini e per l’assestamento del servizio. Ma proprio le prime settimane diranno se Gualtieri e Pratelli avranno davvero coperto le necessità oppure se torneranno uscite anticipate, gruppi riorganizzati e chiamate d’emergenza alle famiglie.
A luglio i primi segnali d’allarme
I timori e le preoccupazioni non nascono dal nulla. A luglio diverse famiglie avevano denunciato richieste di prelevare i figli prima dell’orario previsto. Tra i casi segnalati figuravano il nido Irlandesi, nel Municipio XI, e Cocco e Drilli, nel XII. Altre criticità erano emerse nei Municipi III, V e VII. USB aveva parlato di decine di segnalazioni relative alla carenza di personale e al mancato rispetto dei rapporti educativi.
Il sistema delle sostituzioni in affanno
Nel maggio precedente la mobilitazione delle insegnanti inserite negli elenchi MAD, la “messa a disposizione”, aveva già mostrato la fragilità del sistema. In alcuni territori si erano verificati smistamenti delle classi, uscite anticipate e difficoltà nel reperire sostitute, nonostante gli uffici avessero consultato graduatorie ed elenchi disponibili. Quelle lavoratrici erano considerate l’ultima risorsa, ma la loro indisponibilità aveva dimostrato quanto fossero diventate essenziali per mantenere aperti i servizi.
Le 106 assunzioni non chiudono il caso
L’assessore Claudia Pratelli ha confermato 106 stabilizzazioni. È dunque scorretto parlare di un blocco totale delle assunzioni. Il numero, tuttavia, viene considerato insufficiente dalle precarie, che denunciano migliaia di idonee ancora presenti nella graduatoria del concorso 2018. Il Campidoglio continua così a ricorrere massicciamente a contratti a termine per coprire esigenze che, fra pensionamenti, malattie e vuoti d’organico, appaiono tutt’altro che temporanee.
Settembre si annuncia caldo
Le lavoratrici avevano già avviato una vertenza contro Roma. A marzo, dopo il fallimento della conciliazione in Prefettura, USB, Cobas, SGB, ADL Cobas e USI avevano accusato l’Amministrazione di non avere affrontato carenze d’organico, precarietà e modalità di gestione delle supplenze. Ad agosto, le educatrici rimaste in graduatoria hanno nuovamente annunciato la disponibilità a mobilitarsi. Non risulta ancora un calendario definitivo delle proteste, ma settembre si prepara a essere un mese di forte tensione.
La prova dei fatti per Gualtieri e Pratelli
Il Campidoglio rivendica l’aumento dei posti disponibili, le assunzioni e la digitalizzazione delle convocazioni. Ma un nido non funziona con i numeri annunciati: servono educatrici presenti ogni giorno e sostituzioni immediate. Dopo i problemi di maggio e luglio, chiudere i contratti alla vigilia della riapertura espone Gualtieri e Pratelli a una prova senza alibi. Dal 1° settembre saranno le famiglie a stabilire se la macchina è pronta o se Roma ha organizzato ancora una volta l’emergenza all’ultimo minuto.