Nuovo CT della Nazionale, Maldini corteggia Pep Guardiola: tre nomi in ballo per l’Italia della rinascita
Paolo Maldini prova a portare Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana e apre la corsa al nuovo commissario tecnico: tre sono i nomi principali per ricostruire l’Italia dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, con Roberto Mancini, Antonio Conte e Stefano Pioli pronti a contendere al catalano la guida della rinascita azzurra.
Maldini guida la rifondazione
Il nuovo corso parte da Maldini, chiamato da Giovanni Malagò a ridisegnare l’identità tecnica della Nazionale insieme a Leonardo. Malagò resta il regista politico dell’operazione, mentre all’ex capitano del Milan spetta il compito più delicato: ricostruire una filiera travolta dalle mancate qualificazioni ai Mondiali del 2018, 2022 e 2026.
Non basta trovare un allenatore. Servono una nuova cultura, più spazio ai giovani e una guida capace di restituire credibilità internazionale alla maglia azzurra.
Guardiola è il grande sogno
Il nome che accende davvero il progetto è quello di Pep Guardiola. Tra Maldini e l’ex allenatore del Manchester City ci sarebbe già stato un primo contatto informale, utile a capire la disponibilità dello spagnolo ad affrontare una sfida completamente diversa rispetto alla carriera nei club.
Convincerlo non sarebbe semplice. Guardiola ha manifestato il desiderio di fermarsi e la questione economica resta pesante. Ma il corteggiamento racconta l’ambizione di Maldini: non un traghettatore, bensì un tecnico capace di cambiare mentalità e riportare l’Italia ai vertici.
Mancini è la scelta di Malagò
Roberto Mancini resta il candidato più vicino a Malagò. L’allenatore dell’Europeo 2021 garantirebbe esperienza, conoscenza dell’ambiente e capacità di reggere la pressione.
Sul suo ritorno pesano però la precedente separazione dalla Nazionale e alcune resistenze interne. Malagò lo considera una soluzione affidabile, mentre Maldini e Leonardo sembrano guardare con maggiore interesse a un profilo di rottura.
Conte e Pioli restano in corsa
Antonio Conte sarebbe la scelta dell’impatto immediato: disciplina, carattere e capacità di ricostruire rapidamente una squadra. La sua richiesta di pieno controllo sul progetto potrebbe però complicare la convivenza con una struttura federale già molto forte.
Più silenziosa è la candidatura di Stefano Pioli. Ha esperienza, sa valorizzare i giovani e potrebbe adattarsi meglio al lavoro quotidiano della Federazione. Non avrebbe l’effetto mediatico di Guardiola, ma rappresenterebbe una soluzione equilibrata.
Andrea Pirlo resta invece sullo sfondo, stimato da Maldini ma ancora considerato un outsider.
La decisione arriverà dopo il confronto tra Malagò, Maldini e Leonardo. Il segnale, però, è già chiaro: dopo tre Mondiali guardati da casa, l’Italia non cerca soltanto un nuovo CT. Cerca un’identità. E Maldini, puntando Guardiola, vuole ripartire direttamente dal massimo.