Olimpiadi di Roma 2040, undicesimo flop in Aula: la mozione di Azione ora scompare anche dal calendario delle prossime sedute
Le Olimpiadi di Roma 2040 restano ancora sospese nel limbo politico del Campidoglio, tra le maglie del Campo Largo di Roma: anche l’ultimo ciclo di sedute convocate per il 14, 15 e 16 luglio in Assemblea Capitolina si sono chiuse senza un voto sulla mozione di Azione e Italia Viva di gennaio scorso. Ma non è tutto: c’è un dettaglio amministrativo ancora più significativo: nell’ordine dei lavori già predisposto per le successive sedute di luglio (21, 22, 23 e 24 luglio) la mozione non compare più – anzi, potremmo dire a pieno titolo che è letteralmente scomparsa – nell’ordine e dall’ordine dei lavori (Inseriamo l’ordine dei lavori in formato scaricabile alla fine di questo articolo).
Una mozione depositata il 23 gennaio e ancora senza voto
La mozione n. 33/2026, firmata dai consiglieri Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, è stata depositata il 23 gennaio 2026. Il testo chiede al sindaco e alla Giunta di avviare attività esplorative per valutare una possibile candidatura di Roma ai Giochi olimpici e paralimpici del 2040.
Non è un via libera definitivo alle Olimpiadi. Non assegna appalti, non autorizza cantieri e non impegna Roma Capitale a spendere miliardi. Chiede semplicemente di iniziare a studiare la partita, valutando infrastrutture, impianti, trasporti, sostenibilità e costi di un’eventuale candidatura.
Eppure, a quasi sei mesi dal deposito, il voto non è ancora arrivato.
Tutte le date dei mancati voti in Aula
La lunga corsa a ostacoli della mozione comincia nel mese di maggio. Il provvedimento viene inserito nei lavori dell’Assemblea Capitolina, ma seduta dopo seduta non arriva mai al voto.
La cronologia completa racconta da sola lo stallo: 5 e 7 maggio, 12 e 14 maggio, 19 e 21 maggio, 26 e 28 maggio; 4 giugno, 9 e 11 giugno, 16 e 18 giugno, 23 e 25 giugno; 2 luglio, 7 e 9 luglio; infine 14, 15 e 16 luglio.
Sono complessivamente 21 date di seduta nelle quali la mozione è comparsa nei diversi cicli di calendarizzazione senza che l’Assemblea Capitolina arrivasse alla votazione finale.
Una sequenza iniziata oltre due mesi fa e che trasforma una semplice richiesta di approfondimento preliminare in un piccolo caso politico. Roma parla delle Olimpiadi del 2040, ma la sua Assemblea non è ancora riuscita a dire sì o no neppure alla possibilità di cominciare a studiarle.
Gualtieri corre, l’Aula resta ferma
Il cortocircuito è soprattutto politico. Roberto Gualtieri ha manifestato (anche di recente, a mezzo stampa, con una intervista in cui dava per scontato tale decisione) pubblicamente e politicamente l’interesse massimo verso una candidatura olimpica, aprendo ampiamente alla prospettiva che Roma possa tornare a misurarsi con una grande sfida internazionale.
Ma alle parole del sindaco non è ancora seguito il passaggio più semplice: un voto dell’Assemblea sulla mozione esplorativa presentata da Azione e Italia Viva.
Il risultato è un paradosso difficile da ignorare. Fuori dal Campidoglio si discute già della Roma olimpica del 2040. Dentro Palazzo Senatorio, invece, dopo ventuno sedute potenzialmente utili, non si è ancora riusciti a votare un documento che chiede soltanto di verificare se quella candidatura sia possibile e sostenibile.
Il Campo largo inciampa sui cinque cerchi
È qui che il caso Olimpiadi smette di essere soltanto la storia di una mozione rimasta indietro nell’ordine dei lavori. Il possibile Campo largo che dovrebbe accompagnare Gualtieri verso le elezioni del 2027 deve ancora trovare una sintesi su alcuni dei dossier più importanti per il futuro della Capitale.
Il precedente politico più ingombrante resta il no del Movimento 5 Stelle alla candidatura di Roma 2024. Oggi nel mondo pentastellato romano sono emerse aperture alla possibilità di tornare a discutere dei Giochi, ma un’apertura al confronto non equivale ancora a una posizione unitaria.
E il mancato voto finisce inevitabilmente per alimentare il dubbio: chi è favorevole? Chi è contrario? E chi, semplicemente, preferisce non arrivare ancora al momento della verità?
Dai Giochi all’inceneritore, le crepe restano
Le Olimpiadi sono infatti soltanto uno dei terreni sui quali il futuro Campo largo romano deve ancora dimostrare di saper decidere. Sullo sfondo resta lo scontro sull’inceneritore di Santa Palomba, voluto da Gualtieri e contestato dal Movimento 5 Stelle, dalla Lista Raggi, da settori di AVS e da associazioni, comitati e da numerosi comuni.
A questo si aggiungono le differenti sensibilità su urbanistica, grandi trasformazioni della città e altri temi nazionali che finiscono inevitabilmente per riflettersi anche sulle alleanze romane.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: costruire una coalizione è relativamente semplice sulla carta. Molto più difficile è farla votare quando sul tavolo arrivano le scelte concrete.
Ora la mozione resta di nuovo senza una data
Dopo l’ultimo ciclo di sedute del 14, 15 e 16 luglio, concluso ancora una volta senza il voto sulla mozione n. 33, il prossimo passaggio non ha al momento una data certa.
Ed è forse questo il dato politico più significativo. La mozione è stata depositata il 23 gennaio, ha attraversato 21 date di seduta tra maggio e luglio, ma l’Assemblea Capitolina non è ancora riuscita a pronunciarsi.
Roma sogna i cinque cerchi, Gualtieri guarda al 2040 e Azione chiede almeno di cominciare a studiare la candidatura. Ma dopo mesi di rinvii il Campidoglio è ancora fermo al punto di partenza. E il Campo largo, prima ancora di correre insieme, continua a inciampare sui blocchi di partenza.