Omicidio del Gazometro, si stringe il cerchio sui due albanesi

Si starebbe stringendo il cerchio attorno ai due albanesi che l’altro ieri hanno accoltellato alla schiena a più riprese un loro connazionale in via dei Mercati Generali, in una zona poco distante da piazza del gazometro. Nel popoloso quartiere ostie se, in pieno giorno. Tra la paura e l’orrore dei passanti e delle tante persone presenti. Che adesso insieme alle immagini fornite dalle telecamere di sicurezza potranno fornire un contributo prezioso alle forze dell’ordine. Per portare a termine le indagini in corso sull’omicidio, sulle quali c’è ancora il massimo riserbo.

La cosa certa è che il 27 enne Atjon Lopci è stato raggiunto da una serie di fendenti, non solo alle spalle ma anche all’addome. E che non si esclude la possibilità di un quarto complice, forse fuggito in monopattino. All’inizio l’imputazione per gli aggressori era mento grave, ma dopo il decesso della vittima questa notte all’ospedale S. Camillo gli autori dell’imboscata dovranno rispondere di omicidio volontario. Anche se le loro posizioni potrebbero essere differenziate. A seconda del ruolo effettivo avuto in questa bruttissima vicenda di cronaca nera.

Accoltellato a Piazza del gazometro, è gravissimo

Una lite tra connazionali incensurati la scintilla dell’omicidio

Ai due ricercati si sarebbe arrivati attraverso i testimoni e le telecamere posizionate nella zona. Delineati i contorni della lite, un quarto connazionale della vittima avrebbe anche indicato i due. La loro presenza nella discussione avvenuta in via Mercati Generali è stata confermata alle immagini. Lo scontro verbale si è trasformato in accoltellamento, con Lopci colto alle spalle e colpito fendenti alla schiena e all’addome. Colpi inferti con decisione che hanno provocato ferite profonde ed una copiosa perdita di sangue.

Lopci ha provato a raggiungere la via Ostiense, ma giunto davanti ad un locale si è accasciato, abbandonandosi a terra in una pozza di sangue, ben visibile anche dopo l’arrivo e la ripartenza dell’ambulanza.

Nessuna traccia dell’arma del delitto, evidentemente rimasta in possesso dei due aggressori. Entrambi, inizialmente accusati di lesioni, dovranno ora rispondere di omicidio volontario. Evidente però la diversa responsabilità dei due nel delitto: chi ha inferto i colpi potrebbe rispondere di un’imputazione più grave.

Da chiarire i contorni e i motivi in cui è maturata la lite. La vittima non è pregiudicata, ma è conosciuta alle forze dell’ordine. Anche i ricercati non sarebbero pregiudicati. In tal senso dagli investigatori viene mantenuto il massimo riserbo.

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