Ostia, agenti picchiati al Settimo Cancello, Conforzi (FdI): «Basta zone grigie»


Contenuti dell'articolo

Roma, tre agenti della Polizia Locale aggrediti davanti alla spiaggia del Settimo Cancello riportano al centro una domanda che va oltre il singolo episodio: quanto è realmente sicuro il mare pubblico che Roma Capitale vuole rilanciare? Domenica 9 agosto un controllo contro un parcheggiatore abusivo a Castelporziano è degenerato in calci, minacce e colluttazioni: il quarantenne è stato arrestato, mentre la donna che era con lui è stata denunciata. Gli agenti hanno dovuto ricorrere alle cure mediche.

Dal parcheggio alla violenza in pochi minuti

La scena si è consumata mentre decine di romani arrivavano al mare. Gli agenti del X Gruppo Mare avevano individuato l’uomo mentre chiedeva denaro agli automobilisti nell’area di sosta del Settimo Cancello. Al momento dell’identificazione la situazione è precipitata: l’uomo si è opposto al controllo e ha aggredito i vigili; successivamente è intervenuta anche la donna che era con lui. L’arresto è stato poi convalidato.

Ed è proprio da qui che parte l’attacco politico di Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, che nel comunicato diffuso il 14 agosto parla di una vera “emergenza legalità sulle spiagge” e chiede un rafforzamento concreto dei presìdi nell’area dei Cancelli.

Conforzi: «Le telecamere da sole non bastano»

Conforzi riconosce come positiva l’installazione di videosorveglianza e illuminazione, ma sostiene che la tecnologia non possa sostituire uomini e controlli sul territorio. Il suo bersaglio politico sono il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi, ai quali contesta quella che definisce una gestione della legalità “a due velocità”.

Il ragionamento è semplice: una spiaggia può essere libera, accessibile e popolare quanto si vuole, ma se chi arriva in automobile deve confrontarsi con parcheggiatori abusivi o percepisce insicurezza nell’area circostante, una parte di quella libertà rischia di restare soltanto sulla carta.

Conforzi richiama inoltre precedenti segnalazioni politiche relative a parcheggiatori abusivi, possibili fenomeni di spaccio e situazioni sospette nelle aree più isolate. Si tratta, è bene precisarlo, di segnalazioni riferite dall’esponente di FdI e non di fatti giudiziariamente accertati.

Il problema va oltre Ostia: sicurezza torna parola chiave

L’episodio arriva mentre la sicurezza è tornata prepotentemente al centro della battaglia politica nazionale.

E proprio in questi giorni Roberto Vannacci ha pubblicato la prima parte del programma di Futuro Nazionale per il 2027-2037. Tra i quattro grandi pilastri indicati dal movimento compare esplicitamente la sicurezza, insieme a economia, immigrazione ed energia. Sul tema migratorio Vannacci propone una linea nettamente più restrittiva rispetto a quella dei partiti tradizionali del centrodestra, facendo della “remigrazione” uno degli elementi caratterizzanti della propria proposta.

Non c’è naturalmente un collegamento politico diretto tra Futuro Nazionale e quanto accaduto al Settimo Cancello. Ma episodi come quello di Ostia contribuiscono inevitabilmente ad alimentare un terreno – ordine pubblico, abusivismo, controllo del territorio – sul quale la competizione dentro la destra sta diventando sempre più evidente.

Vannacci e Forza Italia, guerra aperta sulla destra

Ed è soprattutto con Forza Italia che lo scontro è ormai esplicito.

Alla Costituente di Futuro Nazionale tenuta a Roma il 13 giugno, Antonio Tajani aveva accusato il movimento di Vannacci di essere diventato una “quinta colonna della sinistra”, sostenendo che i suoi parlamentari votassero contro il Governo. Vannacci rispose dal palco ribaltando l’accusa e illustrando i voti europei di Forza Italia insieme al Pd, chiedendo chi fosse realmente la “stampella” della sinistra.

La distanza non si è ricomposta durante l’estate. L’11 agosto la senatrice azzurra Licia Ronzulli ha definito Vannacci sostanzialmente già collocato all’opposizione, rivendicando per FI un’identità liberale, atlantista, europeista e garantista e respingendo l’idea di adattare la coalizione alle “linee rosse” poste da Futuro Nazionale.

E a Roma sono persino vicini di pianerottolo

C’è poi un dettaglio tutto romano che rende lo scontro quasi cinematografico.

Dal marzo scorso la sede nazionale di Futuro Nazionale si trova in via in Lucina, a pochi passi da Montecitorio, sullo stesso pianerottolo della sede di Forza Italia. Quando inaugurò gli uffici, Vannacci scherzò sulla possibilità di prendere un caffè con Tajani o Marina Berlusconi e si definì un “interlocutore naturale” del centrodestra.

Quattro mesi dopo, il caffè tra vicini sembra molto più difficile.

Perché mentre Forza Italia insiste su un centrodestra moderato ed europeista, Futuro Nazionale alza l’asticella sui temi identitari, sull’immigrazione e soprattutto sulla sicurezza. Il caso del Settimo Cancello non appartiene a Vannacci e non può essere usato per attribuirgli ragioni politiche che i fatti, da soli, non dimostrano.

Ma dimostra una cosa assai più semplice: abusivismo, sicurezza delle periferie e controllo del territorio restano problemi capaci di irrompere nella quotidianità dei romani. E proprio su questo terreno, alla vigilia della lunga campagna elettorale del 2027, una parte importante della battaglia dentro la destra deve ancora essere combattuta.