Ostia, degrado senza fine alla pineta delle Acque Rosse: spunta una nuova baraccopoli tra rifiuti pericolosi ed eternit (FOTO)
L’avevano sgomberata. Ma la Pineta delle Acque Rosse, a Ostia, sembra non avere pace. Perché gli insediamenti abusivi, più volte bonificati, ritornano sempre. Come adesso, con una nuova baraccopoli confusa tra la vegetazione. E non le solite tende che si accampano nella notte, ma una vera e propria “cittadella” con baracche di legno protette da reti e fogliame, con tetti fatti lamiere, tra cui spunta l’eternit.
L’accampamento abusivo nell’area protetta
Se l’ingresso, su largo delle Marianne, si presenta male, con cumuli di rifiuti scaricati dai soliti incivili che usano la pineta come se fosse una discarica, l’interno non è da meno. Basta addentrarsi, infatti, per vedere che c’è chi la utilizza per appartarsi, lasciando per ricordo condom e fazzoletti usati, o per campeggiare con tende e materassi, ovviamente anche in questo caso lasciando rifiuti di ogni genere. Ma il meglio si trova addentrandosi ancora, come ha fatto Marco Doria, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Natura di Unisrita.
Una baraccopoli abitata da un numero imprecisato di persone e, tutto intorno, montagne di rifiuti, anche tossici. “Si tratta di un altro insediamento, pericoloso dal punto di vista ambientale, vista la tossicità di molti dei rifiuti presenti”, commenta Doria. “Ho visto che c’è molto eternit, ma anche altre tipologie di rifiuti dannosi”.
Rischio incendi
Da anni il problema degli insediamenti abusivi e delle discariche a cielo aperto sia all’interno che ai confini della pineta viene segnalato da cittadini e associazioni. Già nel 2012 veniva documentato il degrado della zona a causa di un accampamento di nomadi, come denunciato allora dall’esponente dei Verdi Marco Severa. Le baracche furono poi messe sotto sequestro, ma, nel tempo, le famiglie ignorarono i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, riprendendone costantemente possesso. E a nulla erano valse le proteste dei residenti e dei genitori dei bimbi che frequentano la scuola di via delle Acque Rosse.
Il timore maggiore, allora come adesso, è sempre stato quello degli incendi, visto l’utilizzo di “cucine” improvvisate. E di incendi, nella pineta, ce ne sono stati parecchi. L’ultimo nel pomeriggio del 13 aprile di quest’anno, con una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Ma come non ricordare il devastante rogo dello scorso 28 agosto, che era arrivato a lambire le abitazioni?
Quale futuro per la pineta
E adesso i cittadini attendono, ancora una volta, gli sgomberi. E la bonifica. “Ma stavolta non basta un intervento che si limiti a questo”, commentano. Perché bonificare e poi non controllare che, il giorno dopo, non si ricominci da capo, è tutto inutile. Così come è stato da ormai almeno 14 anni. “Ci sentiamo presi in giro”, commentano residenti e associazioni. Questa è un’area protetta: ma protetta da chi? Hanno piantato alberi secchi, chiunque può venire a scaricare di tutto senza che nessuno controlli. Sorgono accampamenti dopo ogni bonifica, che ovviamente viene fatta a spese dei cittadini. Abbiamo proposto telecamere, recinzioni e altro per evitare che questo scempio continui. Ma nessuno ci ascolta”.







