Ostia, ex colonia Vittorio Emanuele occupata da 30 abusivi, FdI: “Subito lo sgombero”
Una parte dell’ex colonia Vittorio Emanuele III di Ostia risulta occupata fin dal 1993 e oggi la Prefettura indica 30 persone come occupanti abusivi: dopo oltre trent’anni Fratelli d’Italia chiede a Roma Capitale un percorso certo per recuperare completamente l’immobile pubblico. Il caso è tornato il 3 settembre nell’Aula del Municipio X, dove il capogruppo di FdI Giuseppe Conforzi ha illustrato le informazioni ricevute dalla Prefettura di Roma.
La Prefettura distingue due situazioni
Il dato centrale riguarda chi si trova oggi all’interno della struttura. Secondo quanto comunicato dalla Prefettura, accanto ai 30 occupanti indicati come abusivi risultano altre 17 persone alle quali è stata concessa la residenza per emergenza abitativa. Due condizioni differenti che, sottolinea Conforzi, devono essere tenute nettamente separate. Il punto politico sollevato dal consigliere riguarda quindi esclusivamente la presenza senza titolo e il futuro degli spazi interessati dall’occupazione.
Un’occupazione che affonda le radici nel 1993
La vicenda non nasce oggi. L’occupazione di una parte dell’enorme complesso sul lungomare di Ostia risale infatti al 1993. Sono passati circa 33 anni e, per Conforzi, il problema è proprio questo: amministrazioni e consiliature si sono succedute senza arrivare al completo recupero del bene. Da qui la richiesta rivolta al Municipio e soprattutto a Roma Capitale: chiarire se esista un piano, quali passaggi amministrativi siano previsti e con quali tempi.
Nello stesso complesso biblioteca e uffici pubblici
A rendere il caso ancora più particolare è la natura dell’ex colonia Vittorio Emanuele III. Non si tratta di un edificio interamente abbandonato. Nel complesso trovano spazio funzioni pubbliche e sociali, tra cui la Biblioteca Elsa Morante, uffici municipali e altre attività. Inoltre una parte degli spazi dell’ex ostello Litus è stata individuata nel 2026 per ospitare temporaneamente anche i Vigili del Fuoco di Ostia, dopo i problemi strutturali emersi nella storica caserma di via Celli.
Il nodo dei 553mila euro di utenze
Sul tavolo resta poi la questione economica. Conforzi ha già presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti chiedendo verifiche sulla gestione delle utenze dell’ex colonia. La documentazione da lui richiamata quantifica in 553.895,87 euro, al netto dell’Iva, la spesa registrata tra il 2020 e i primi mesi del 2026. Un importo che, come precisa oggi lo stesso capogruppo, non può essere automaticamente attribuito per intero agli spazi occupati abusivamente: proprio contratti, consumi, pagamenti e ripartizione dei costi sono gli elementi sui quali viene chiesto di fare chiarezza.
Ora la domanda è quando finirà
Sul fronte dell’ordine pubblico, secondo quanto riferito nella risposta della Prefettura sulla base degli elementi forniti dai Carabinieri, non emergerebbero attualmente particolari criticità o turbative. Ma per Conforzi questo non risolve il problema patrimoniale e amministrativo.
La domanda, dopo più di tre decenni, diventa quindi inevitabile: che cosa intende fare Roma Capitale della parte ancora occupata senza titolo?
FdI chiede un cronoprogramma, tempi verificabili e una destinazione definitiva degli spazi. Perché l’ex colonia Vittorio Emanuele è già sede di servizi pubblici e continua a essere uno dei grandi immobili strategici del litorale romano. Ed è proprio questo contrasto — funzioni pubbliche da una parte, un’occupazione iniziata nel 1993 dall’altra — a riportare oggi il dossier al centro dello scontro politico a Ostia.