Ostia, “Mi ammazzo”: si ferisce al collo e al torace e sparisce nel buio, salvato dopo una disperata ‘caccia all”uomo’
Era scomparso nella notte dopo aver annunciato di volerla finire. Ferito, sanguinante e da solo, in una vasta area boschiva alle porte di Ostia. Per oltre un’ora gli agenti hanno battuto strade, argini del Tevere e zone isolate seguendo indizi frammentari, telefonate interrotte e indicazioni confuse. Una corsa contro il tempo che si è conclusa poco prima delle 23:00 con il ritrovamento del giovane ancora vivo, gravemente ferito e in evidente stato di shock.
È accaduto sabato sera tra Ostia Antica e la zona del Cineland, dove il tempestivo intervento della Polizia di Stato e del personale del 118 ha evitato quella che rischiava di trasformarsi in una tragedia.
L’allarme e le prime ricerche tra il Tevere e Ostia Antica
Tutto inizia intorno alle 21:30, quando alla sala operativa della Polizia arriva una segnalazione allarmante: un giovane riferisce di essersi procurato delle ferite e manifesta chiari intenti suicidari. Le pattuglie del X Distretto e il personale sanitario vengono inviati immediatamente nella zona indicata. Ma sul posto non c’è nessuno. Cominciano così le ricerche. Gli agenti perlustrano strade, sentieri e aree isolate. Nel frattempo la sala operativa continua a mantenere il contatto telefonico con il ragazzo, che però fornisce indicazioni frammentarie e spesso contraddittorie. Racconta di trovarsi vicino al Tevere. Dice di vedere un depuratore. Poi aggiunge di indossare una maglietta bianca e di avere una torcia in mano. Subito dopo interrompe la comunicazione.
A quel punto le ricerche diventano ancora più complicate. Le pattuglie battono le sponde del fiume, controllano le aree limitrofe e verificano ogni possibile accesso. Le ore passano e del giovane non c’è traccia. Vista la gravità della situazione, viene attivata la procedura di localizzazione del telefono cellulare. Il primo segnale porta gli agenti nella zona delle Terme di Porta Marina, all’interno dell’area archeologica di Ostia Antica.
Le pattuglie raggiungono rapidamente il punto indicato e iniziano una serie di verifiche lungo il perimetro del sito. Ma la zona è delimitata da recinzioni alte e cancelli chiusi. Dall’esterno non si riesce a vedere nessuno. Le ricerche non si fermano.
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Il ritrovamento nel bosco
Pochi minuti dopo arrivano nuove coordinate geografiche. Questa volta il segnale conduce in una vasta area boschiva alle spalle del complesso cinematografico Cineland. Gli agenti si precipitano sul posto e iniziano a setacciare il terreno metro dopo metro. È lì che, dopo una lunga ricerca nel buio, riescono finalmente a individuare il giovane. La scena che si trovano davanti è drammatica. Il ragazzo è in forte stato di agitazione, disorientato e presenta numerose ferite da taglio autoinferte sul torace e sul collo.
In un primo momento il giovane rifiuta qualsiasi contatto. Non vuole parlare. Non vuole collaborare. Gli agenti però non si fermano. Con pazienza e sangue freddo iniziano a parlargli, cercando di instaurare un dialogo e di riportarlo alla calma. Minuto dopo minuto riescono a conquistare la sua fiducia. E questo consente al personale sanitario del 118, già presente sul posto con ambulanza e automedica, di intervenire in sicurezza e prestare le prime cure.
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Trasportato in codice giallo al Grassi
Dopo le valutazioni cliniche e i trattamenti d’urgenza effettuati sul posto, il giovane è stato trasportato in codice giallo psichiatrico al Pronto Soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. Una vicenda che avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso e che si è conclusa senza conseguenze irreparabili grazie alla rapidità con cui è scattata la macchina dei soccorsi e alla determinazione degli agenti che, nonostante informazioni frammentarie e continui cambi di scenario, hanno continuato a cercarlo fino a quando non lo hanno trovato.
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