Ostia, miasmi nella notte vicino al depuratore, Conforzi (FdI): “Servono monitoraggi immediati per più giorni”
A Ostia i cattivi odori tornano a farsi sentire vicino al depuratore Acea di Via Tancredi Chiaraluce, 188, soprattutto di notte e ora Fratelli d’Italia chiede di cambiare passo: non più soltanto sopralluoghi circoscritti, ma monitoraggi prolungati per più giorni, capaci di seguire il fenomeno nelle ore in cui viene maggiormente segnalato dai residenti.
A rilanciare il caso è Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che ha inviato una nuova comunicazione agli enti competenti sul problema dei miasmi denunciati in diversi quadranti del litorale romano.
La ASL sente un odore acre vicino all’impianto
A riaccendere l’attenzione è soprattutto il sopralluogo effettuato dalla ASL Roma 3 il 28 agosto 2026 nei pressi del depuratore Acea di via Tancredi Chiaraluce. Gli operatori hanno rilevato una lieve presenza di odore acre nelle immediate vicinanze degli ingressi dell’impianto, senza però percepire odori particolari nelle strade limitrofe durante quella stessa verifica. La ASL ha quindi indicato l’opportunità di proseguire controlli e monitoraggi.
Un elemento importante, ma che non permette di stabilire l’origine dei miasmi segnalati dai cittadini.
Conforzi: «Controlli anche di notte e per più giorni»
Ed è proprio su questo punto che Conforzi insiste. Secondo il consigliere municipale, un fenomeno descritto come intermittente e prevalentemente notturno rischia infatti di sfuggire a un sopralluogo concentrato in poche ore.
La richiesta è quindi quella di valutare un monitoraggio continuativo, o comunque ripetuto per più giorni consecutivi, comprendendo sera, notte e primo mattino. L’obiettivo sarebbe verificare quando gli odori compaiono, quanto durano e se esistano correlazioni con condizioni meteorologiche o specifiche attività svolte nell’area.
Le segnalazioni arrivano fino a viale dei Promontori
Nel frattempo, secondo Conforzi, le testimonianze dei residenti continuano. Le nuove segnalazioni non riguarderebbero soltanto il quadrante più vicino a via Chiaraluce, ma sarebbero arrivate anche da viale dei Promontori, tra Lido Nord e la direttrice verso Stella Polare.
Il consigliere parla di episodi particolarmente intensi registrati nelle ultime notti e di un disagio che, nel corso dell’estate 2026, sarebbe diventato per alcuni cittadini sempre più difficile da sopportare.
Sono però segnalazioni che, in assenza di rilevazioni tecniche effettuate nello stesso momento, non consentono da sole di individuare la sorgente degli odori.
Acea aveva escluso anomalie: ora il nodo sono i tempi dei controlli
Sul tavolo resta infatti anche la posizione di Acea Ato 2. Dopo le precedenti segnalazioni, il gestore aveva comunicato di non aver riscontrato anomalie nell’impianto. Nella notte del 10 luglio erano stati eseguiti controlli in decine di punti interni ed esterni al depuratore, senza rilevare criticità tali da attribuire i cattivi odori al suo funzionamento. Anche precedenti verifiche ARPA sugli scarichi non avevano evidenziato superamenti nei campioni analizzati.
È proprio qui che si concentra ora lo scontro sui metodi: non tanto stabilire a priori che il depuratore sia responsabile, quanto riuscire a effettuare le misurazioni mentre il fenomeno è realmente in corso.
Il caso resta aperto: servono dati che seguano i miasmi
«Non spetta alla politica stabilire attraverso supposizioni da dove provengano i cattivi odori», sottolinea Conforzi, che chiede accertamenti indipendenti e una raccolta di dati più ampia.
Il punto finale è semplice: i controlli svolti finora non hanno dimostrato che il depuratore sia la sorgente dei miasmi, ma le segnalazioni continuano e la stessa ASL ha ritenuto opportuno proseguire le verifiche. Per questo la prossima mossa potrebbe essere decisiva: monitorare Ostia per più giorni, anche nel cuore della notte, per cercare finalmente di fotografare il fenomeno mentre accade.