Ostia, minorenni in festa senza permessi: dietro il blitz il vuoto lasciato dal Campidoglio

Ostia, festa abusiva

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Non è rimasta solo una notizia di cronaca: la festa di fine anno scolastico interrotta dalla Polizia Locale il 10 giugno scorso in una tenuta nell’area di Castel Porziano, nel X Municipio, è diventata un caso politico. Dentro c’erano numerosi minorenni, tra i 15 e i 17 anni. Fuori, ora, resta una domanda pesante: perché tanti ragazzi finiscono in eventi improvvisati, senza autorizzazioni e senza garanzie?

La festa senza permessi

Secondo la Polizia Locale di Roma, l’evento era privo delle autorizzazioni necessarie. Gli agenti hanno contestato irregolarità sulla somministrazione di cibi e bevande, sull’impatto acustico e sull’assenza della licenza per pubblico spettacolo. Le sanzioni ammontano a circa 6mila euro. Tre persone sono state denunciate: il titolare della struttura, 62 anni, e due collaboratori di 21 e 23 anni. La festa è stata fermata, i ragazzi fatti defluire in sicurezza.

La denuncia politica

A trasformare il caso in una battaglia pubblica è Nicolas Gabrielli, giovane attivo nella vita politica del Decimo Municipio. La sua lettura dell’accaduto è chiara: l’intervento delle forze dell’ordine era giusto, ma fermarsi al piano penale sarebbe miope. Per Gabrielli quella festa racconta “le grida di una gioventù” lasciata senza luoghi, senza eventi, senza alternative, senza futuro. Non solo una violazione amministrativa, dunque, ma il sintomo di un vuoto più profondo.

Ostia senza spazi per i giovani

Ostia, secondo Gabrielli, è stata svuotata. Il mare di Roma, un tempo centro di socialità, musica e movida controllata, oggi appare come un territorio spento. Pochi eventi, pochi spazi pubblici, poche occasioni di aggregazione sana soprattutto per i minorenni. Il risultato è che i più giovani cercano altrove quello che la città non riesce più a offrire: luoghi dove incontrarsi, divertirsi, socializzare senza scivolare nell’abusivismo, nell’alcol o nel caos.

L’attacco a Gualtieri

Nel mirino finisce l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Gualtieri. Per Gabrielli la mancanza di spazi non è un incidente, ma una scelta politica. Ostia non sarebbe periferia per caso, ma per abbandono. Una città di mare trattata come margine, mentre i ragazzi vengono lasciati a cercare festa e appartenenza dove capita. Da qui la frase più dura: “Ostia è morta e i suoi figli dicono no”.

Il caso oltre la cronaca

La festa di Castel Porziano resta un evento irregolare, con responsabilità precise da accertare e sanzioni già scattate. Ma politicamente apre un fronte più largo: cosa offre Roma ai suoi ragazzi sul litorale? Se l’unica risposta è il controllo dopo l’emergenza, la partita è già persa. Perché prima del blitz servono spazi, programmazione, sicurezza, cultura, sport, musica. In una parola: una città viva. E Ostia, oggi, chiede proprio questo.