Ostia, niente bando 2026 per sei spiagge libere (con servizi): il Campidoglio ri-conferma (direttamente) i gestori del 2025

Ostia, è già quasi estate: bagnanti in spiaggia

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Roma sceglie la via della ri-assegnazione per le spiagge libere con servizi (SLS) già affidate nel 2025. Niente nuova gara, almeno per quei sei lotti: stessi concessionari, stesse condizioni tecniche, stessi obblighi da rispettare, con una regia che rimanda all’ordinanza sindacale che disciplinerà la stagione balneare. Questo prevede una determinazione dirigenziale pubblicata il 28 gennaio (che pubblichiamo alla fine di questo articolo). Una decisione che prometterebbe – almeno secondo il Campidoglio – continuità, ma apre a una domanda: è solo gestione dell’urgenza o un cambio di metodo?

Da “rivoluzione” 2025 a conferma 2026

Un anno fa il Campidoglio celebrava la “ripartenza” delle spiagge libere di Ostia: nove lotti messi a bando, procedura conclusa e sei aree aggiudicate, mentre tre lotti a Ponente restavano senza offerte. La narrazione era chiara: nuove energie, servizi garantiti, spiagge più vive.

Anche la cronaca registrava l’impatto: chioschi, pulizia, assistenza bagnanti, eventi. Ora, però, la “seconda stagione” non passa da un nuovo confronto competitivo e pubblico: passa da una ri-assegnazione.

La parola chiave è “riassegnazione”, non “rinnovo” via bando

Il punto tecnico—e politico—sta tutto qui: non si parla di rinnovo automatico, ma di una facoltà prevista dalle licenze ‘temporanee’ 2025. In sostanza: se i gestori hanno rispettato prescrizioni e obblighi (e hanno rimosso le strutture stagionali), l’amministrazione può riassegnare la concessione a condizioni non peggiorative. È un dettaglio che conta, perché nel lessico delle concessioni demaniali la parola “rinnovo” pesa come un macigno. E infatti la macchina capitolina si tutela: pubblicazione, notifiche, adempimenti, garanzie e polizze da ricostituire.

L’elefante nella stanza: i tre lotti mai decollati

Nove spiagge, ma tre – tra l’altro – restano senza conduttore: e allora la domanda diventa inevitabile. Nel 2025, quei tre lotti senza offerte erano il nervo scoperto del progetto, il segnale che non tutto il litorale “tira” allo stesso modo. La riassegnazione 2026, per come viene impostata, riguarda la parte che ha funzionato: le sei SLS già in mano ai vincitori. Resta il tema di Ponente: gestione diretta? nuovo avviso e bando? soluzione ponte? È qui che la continuità rischia di trasformarsi in asimmetria: un litorale a due velocità.

Il contesto più grande: Ostia tra PUA, abusi e stagione che incalza

La scelta non cade nel vuoto. Ostia è nel mezzo di una trasformazione più ampia: piani di riordino, discussioni sul PUA, tensioni tra legalità, investimenti e fruizione pubblica. In parallelo, sullo sfondo c’è l’incognita delle concessioni e delle regole europee sulla concorrenza, mentre l’estate—come sempre—non aspetta i tempi della burocrazia. La riassegnazione diventa allora una scorciatoia istituzionale: garantire servizi e presidio, senza riaprire una gara che potrebbe finire impigliata tra ricorsi e calendario.

Il crescendo finale: continuità o precedente?

Ed eccoci al punto: la riassegnazione per il 2026 può essere letta come pragmatismo amministrativo—“non perdiamo tempo, non perdiamo stagione”—oppure come un precedente che sposta l’asse: da gara pubblica a continuità “contrattualizzata” dentro licenze temporanee? Ancora, per l’ennesima volta, con la classica ‘proroga’ magari anche infinita all’italiana? Una scelta che rassicura chi vuole servizi subito. Ma che inevitabilmente accende il faro su trasparenza, accesso al mercato e futuro dei bandi pluriennali. Ostia è il mare di Roma, ma è anche un laboratorio. E quando un laboratorio cambia protocollo, qualcuno—prima o poi—chiederà di vedere i risultati.