Permessi ai locali: la Raggi “sfama” solo il I municipio

roma raggi tavolini

Con i soliti toni tionfalistici, in vista della ricandidatura, la Raggi annuncia provvedimenti per i locali di Roma. Questo mentre ancora non arrivano con sufficiente rapidità i buoni-spesa e i buoni-affitto, mentre più il 25 per cento dei ristoranti non ha riaperto. Le grandi novità sono queste. Oltre l’annunciato 35 per cento di spazio in più per i locali per poter mettere i tavoli, la Raggi dice che saranno semplificate le procedure burocratiche. Attenzione, ma solo per il centro storico. Perché? Perché la Raggi “sfama solo il I municipio e gli altri no? E’ davvero curioso quello che il sindaco di Roma afferma. “Ci lasciamo alle spalle le lungaggini burocratiche e, nel caso del Centro Storico, le attese interminabili di mesi e mesi per il rilascio dei permessi o addirittura per un rigetto della domanda”.

La Raggi contrabbanda come conquista la sveltezza nelle procedure

Due obiezioni: perché la corsia preferenziale per il solo centro storico. E poi: ma si rende conto la Raggi che le “attese  interminabili” lei ce le ha fatte sopportare per quattro anni. E poi il permesso in pochi giorni che lei annuncia come una grande conquista, nei Paesi civili è già una realtà. Anzi, è la normalità. Solo qui a Roma bisogna aspettare mesi per avere quello cui si ha diritto. E’ la prova dell’ennesimo fallimento di questa amministrazione di dilettanti allo sbaraglio, di quest’armata Brancaleone che devasta Roma da anni. Parchi incolti, spazzatura dapertutto, strade colabrodo, immigrati padroni.

I soliti mali della Roma grillina, insomma. Ma a questo si aggiugerà nei prossimi giorni anche un temuto caso nel centro cittadino. Lo dicono molti commenti al post tronfio della Raggi. I residenti del centro storico si lamentano perché già ora i tavoli hanno invaso marciapiede e strade, arrivando davanti a portoni e vetrine. Temono che con questo aumento, anche se celere, non si potrà più vivere. Un cittadino commenta: ” rendere gratuite le strisce blu quando siamo chiusi in casa e poi rimetterle a pagamento quando dobbiamo lavorare e la stessa cosa di farci mettere i tavoli fuori quando non ci sono turisti e vietarlo quando ci sono. Non ha senso dare quando non si può prendere”.

 

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