Piano Notte, Roma insiste: “I gazebo contro la malamovida saliranno da 8 a 40”. Ignoto il costo della sperimentazione


L’obiettivo annunciato dal Campidoglio è portare da otto a quaranta i gazebo del Piano Roma Notte, mentre non è ancora pubblico un conto verificabile di quanto sia costata la prima fase. Giuseppe Napolitano, vicecapo di Gabinetto del sindaco Roberto Gualtieri, ha indicato le quaranta postazioni come traguardo da raggiungere progressivamente. I nuovi gazebo, dunque, non sono già in strada: oggi quelli indicati dall’amministrazione sono otto.

Il piano cresce dopo l’estate

Il progetto è partito come sperimentazione nei luoghi della movida e nei punti più frequentati di notte. I tutor offrono indicazioni, aiutano chi è in difficoltà e avvertono le forze dell’ordine quando serve. Secondo Napolitano, il piano dovrà estendersi fino ad avere almeno una postazione in ciascuno dei quindici municipi. Passare da otto a quaranta significherebbe quintuplicare i presìdi: una prospettiva rilevante per un’iniziativa ancora nella sua fase iniziale.

La domanda rimasta senza cifra

Quanto è costata finora questa sperimentazione? Il primo bando prevede un rimborso fino a 5.100 euro per squadra e 17 turni, con una possibile premialità massima di 765 euro. In quel limite possono rientrare anche l’acquisto e l’allestimento del gazebo, insieme ad altre spese documentate. È un tetto rimborsabile, non il prezzo di ogni struttura e neppure la prova che Roma abbia già versato quelle somme. Negli atti pubblici esaminati non compare un importo che permetta di stabilire quanto sia stato effettivamente pagato per i gazebo.

Le richieste dell’opposizione

Il nodo era stato sollevato già ad agosto. Fratelli d’Italia, con Fabio Schiuma, e UGL Sicurezza Civile hanno chiesto di conoscere convenzioni, rendicontazioni, liquidazioni e somme realmente pagate per i tutor della notte. La richiesta di accesso agli atti è documentata; una risposta con il conto degli esborsi, invece, non emerge dalle fonti pubbliche reperite.

Questo non significa che Roma non abbia speso nulla. Significa che, mentre il Campidoglio prospetta una rete cinque volte più ampia, manca ancora il dato necessario per giudicare il costo della prova sul campo: quanto è stato pagato, a chi e per quali spese? E, soprattutto, con quali risultati? Per il momento, non è dato saperlo.