Pigneto, Esquilino e Appio senz’acqua: nella Roma di Gualtieri anche una doccia diventa un lusso
Nella Roma amministrata dal sindaco Roberto Gualtieri, per alcuni residenti di Pigneto, Esquilino e Appio Latino anche una semplice doccia può trasformarsi in un problema quotidiano. Non si tratta di un guasto isolato o di un’interruzione programmata di poche ore. Le difficoltà nell’approvvigionamento idrico interessano da tempo diversi edifici della Capitale, dove la pressione dell’acqua risulta insufficiente a garantire un servizio regolare. Un disagio che coinvolge abitazioni, famiglie e interi condomini.
Il paradosso è ancora più clamoroso se si pensa che Roma ha appena ospitato, dal 29 settembre al 2 ottobre, il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, una vetrina internazionale dedicata alla tutela di una risorsa fondamentale. Mentre nei palazzi della Capitale i cittadini denunciano rubinetti a secco, la città guidata da Roberto Gualtieri porta avanti anche il gigantesco inceneritore Acea di Santa Palomba, un impianto che richiederà acqua per il proprio funzionamento e il cui fabbisogno merita la massima trasparenza.
È la contraddizione politica che pesa sul Campidoglio: Roma discute di sicurezza idrica davanti al mondo, mentre alcuni residenti non riescono nemmeno a farsi una doccia. E per Gualtieri, che punta al secondo mandato, la distanza tra le grandi ambizioni della Capitale e i problemi quotidiani dei cittadini resta una questione tutta da affrontare.
Docce in palestra e acqua presa alle fontanelle
Le conseguenze sono concrete. Durante una commissione capitolina, la consigliera Linda Meleo ha riferito di cittadini costretti a utilizzare le docce delle palestre e di persone che si riforniscono alle fontanelle pubbliche per poter cucinare. Situazioni denunciate dai residenti, che raccontano una quotidianità scandita dalle difficoltà di accesso all’acqua. Un servizio essenziale diventa così una preoccupazione costante, persino per le attività domestiche più elementari.
Pigneto, Esquilino e Appio: un problema che dura da anni
Le criticità riguardano soprattutto il I, il V e il VII Municipio. Già nel gennaio 2025 un servizio della TGR Lazio aveva documentato le difficoltà di approvvigionamento idrico, raccogliendo le testimonianze degli abitanti. Non siamo quindi davanti a un problema scoperto soltanto nelle ultime settimane. Le segnalazioni e le proteste si susseguono da tempo, mentre il disagio continua a incidere sulla vita di chi abita negli edifici interessati.
Pigneto, 56 famiglie senza acqua per ore
Un caso emblematico arriva da via Giovanni De Agostini 42, al Pigneto. Nel settembre 2026 la TGR Lazio ha raccontato le difficoltà di un condominio abitato da 56 famiglie, rimaste senza acqua anche per sei-otto ore consecutive. Secondo l’amministratrice, il problema andava avanti da circa un anno e mezzo. Tra le possibili concause figurano anche le caratteristiche dell’impianto condominiale. Un episodio che mostra quanto possa diventare complicata la vita quando il rubinetto smette di funzionare.
Rubinetti a secco, proteste e cittadini esasperati
Il malcontento ha ormai superato i confini dei singoli palazzi. I residenti hanno organizzato incontri, manifestazioni e iniziative collettive per denunciare i disservizi, arrivando a prospettare anche azioni legali. Un gruppo di cittadini, che secondo le informazioni raccolte conta circa 200 partecipanti, ha trovato il sostegno di Cittadinanzattiva. Alle difficoltà pratiche si aggiunge così la frustrazione di chi lamenta problemi prolungati nel tempo e chiede garanzie su un servizio fondamentale.
La Capitale di Gualtieri e il diritto all’acqua
Il problema solleva una questione che riguarda direttamente la qualità della vita nella Roma guidata da Roberto Gualtieri. Nella Capitale, nel 2026, alcuni cittadini continuano a denunciare difficoltà persino nell’utilizzare normalmente lavatrici, caldaie e servizi igienici. I disservizi non dimostrano, da soli, una responsabilità diretta del sindaco, ma costituiscono una criticità concreta per la città che amministra. E dietro le segnalazioni, i numeri e le proteste restano persone che chiedono una cosa elementare: poter aprire il rubinetto di casa e trovare l’acqua.