Pillola del giorno dopo, per il Tar non serve prescrizione. L’allarme dei medici cattolici

Non è necessaria la prescrizione per la famosa pillola RU 486. Detta comunemente la ‘pillola del giorno dopo’. Anche se in realtà può essere assunta fino a cinque giorno dopo il rapporto sessuale. Quando si abbia il dubbio di essere rimaste in cinta. Il fatto che la pasticca possa essere derubricata come ‘prodotto da banco’ è stato sentenziato dal TAR del Lazio. A seguito di un ricorso promosso dall’associazione Luca Coscioni, vicina da sempre a posizioni anti proibizioniste di impostazione radicale. Chiaro che il Tribunale amministrativo regionale non è la Cassazione, e che la partita è ancora aperta. Ma la sentenza ha comunque fatto scalpore. Perché su questo metodo per scongiurare il rischio di gravidanze indesiderate da tempo è acceso un grande dibattito. Con i  medici cattolici e le diverse associazioni ‘pro vita’ che considerano pericoloso e sbagliato ricorrere alla pillola. Come un metodo contraccettivo qualunque. Nell’ottica opposta di accompagnare anche psicologicamente la donna in un percorso che veda centrale ed auspicabile la nascita del futuro figlio.

Impostazioni diametralmente opposte quindi. Che riportano il dibattito su quando effettivamente il frutto del concepimento diventi ‘vita’. Fin da subito, per la dottrina e le coscienze dei cattolici. Nei termini di legge, secondo quanto dispone la normativa italiana. Rispetto alla quale ovviamente, l’obiezione di coscienza è sempre ammessa. E la sentenza del TAR riaccende improvvisamente il dibattito.

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_09/roma-tar-lazio-pillola-dei-5-giorni-dopo-ragazze-minori-non-serve-prescrizione-3883cb18-c945-11eb-84dd-759b0ada817b.shtml

Sulla pillola e i tanti bimbi non nati il report del mondo cattolico

L’associazione Luca Coscioni ha festeggiato la recente sentenza del TAR del Lazio. Che consente a chiunque di acquistare in farmacia la pillola per l’interruzione della gravidanza senza prescrizione medica. Come se si trattasse di un comune contraccettivo. Secondo Filomena Gallo, segretario dell’associazione ricorrente “il Tribunale fa riferimento alla letteratura internazionale. Che assume come dato di evidenza il meccanismo d’azione del farmaco e la sua rispondenza ai criteri stabiliti per i farmaci dispensabili senza obbligo di prescrizione”. Affermando inoltre che il ricorso delle associazioni cattoliche era basato solo su opinioni. Ma le cifre dei bambini non nati da quando è in vigore la legge 194 sono impressionanti. E certamente la totale liberalizzazione della pillola abortiva non contribuirà ad invertire la tendenza.

Circa 5 miliardi di euro infatti è il costo stimato per tutte le pratiche interruttive della gravidanza dal 1981 ad oggi. E 6 milioni di bambini concepiti e mai nati. Circa 140 mila all’anno, volendo fare un rapido calcolo di questa triste statistica. Illustrata in un recente rapporto da una serie di sigle facenti riferimento al mondo e ai medici cattolici in una conferenza stampa alla Lumsa. “Tutto questo ha un costo, non solo in termini di vite umane, ma anche di relazioni, di equilibri sociali” si legge nel rapporto. E il dibattito con il relativo scontro ideologico e giudiziario sembra destinato a continuare a lungo.

Medici cattolici, in 40 anni della legge 194 spesi 5 miliardi e 6 milioni di bambini mai nati

 

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