Pini dei Fori Imperiali, il ricorso dell’associazione CURAA arriva in Tribunale: “Sospendete gli abbattimenti”
Mercoledì 15 aprile 2026 la vicenda dei pini dei Fori Imperiali entra in aula al Tar del Lazio. L’associazione C.U.R.A.A., sigla che sta per Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti, ha presentato un ricorso contro il sindaco di Roma Roberto Gualtieri per chiedere la sospensione degli abbattimenti nell’area monumentale. Prima dell’udienza, alle 8.30, è previsto un incontro con i media e con i rappresentanti delle associazioni nei giardini davanti all’ingresso del tribunale amministrativo regionale, in via Flaminia 189.
Perché l’associazione chiede di fermare i tagli
Secondo CURAA, il ricorso è un passaggio urgente per chiarire presunti problemi amministrativi e tecnici nella gestione del verde in uno dei luoghi più simbolici della Capitale. L’associazione sostiene che nel 2023, nell’area vincolata dei Fori Imperiali, fossero presenti circa 120 pini, mentre ad aprile 2026 ne resterebbero 52. Un dato che viene indicato come segnale di una perdita pesante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche paesaggistico ed economico, con una stima del danno che supera i 3 milioni di euro.
I dubbi sulle cause dei crolli e sulle scelte del Comune
Al centro del ricorso ci sono anche gli esiti di una relazione agronomica redatta dopo il crollo, in giorni diversi, di tre pini. Da quell’episodio sarebbe poi partito l’abbattimento di molte altre piante. Ma, secondo quanto sostiene l’associazione, la relazione iniziale avrebbe indicato solo 12 pini da rimuovere. Nei tre alberi caduti sarebbero stati rilevati apparati radicali gravemente compromessi, radici tranciate meccanicamente e danni causati da potature errate. Tra le possibili concause vengono citate anche le vibrazioni dei cantieri e della metropolitana, oltre alle piogge prolungate.
Il nodo legale: tutela del paesaggio e autorizzazioni
Nella memoria depositata al Tar, i legali di CURAA contestano l’idea che l’abbattimento sia l’unica soluzione possibile. Secondo la tesi dell’associazione, esisterebbero misure alternative come consolidamento, monitoraggio e interventi mirati sull’apparato radicale. Sullo sfondo c’è poi il tema della tutela del paesaggio: il centro storico di Roma è un’area vincolata. E, in base alla normativa richiamata nel ricorso, ogni intervento sugli alberi dovrebbe essere autorizzato preventivamente. Sarà ora il Tar del Lazio a valutare se ci siano i presupposti per fermare i tagli e aprire un nuovo capitolo su una vicenda che tocca identità, decoro e sicurezza urbana.