Pista ciclabile sul Tevere: il mistero buffo della Raggi finisce in Parlamento

“La sovrintendenza di Roma sulla ciclabile sul Tevere interviene solo ex post, disquisendo solo sulla colorazione dell’orribile lingua di catrame sui sampietrini del Lungotevere. Il piano territoriale paesaggistico prevede il parere vincolante della soprintendenza: vogliamo sapere se è stata rilasciata un’autorizzazione per un intervento devastante sull’integrità paesaggistica e storica e se sì, con quale motivazione. La sovrintendenza di Roma esiste ancora o interviene solo per avallare le scelte del Comune? Presenteremo un question time al ministro Franceschini”. Così il capogruppo in commissione Cultura di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone.

Bordoni: “La colata di asfalto sulla ciclabile sul Tevere è uno scempio”

Una richiesta di intervento alla sovrintendenza era arrivata in queste ore anche dalla Lega. “Colata di asfalto sul lungotevere, la sindaca ha fretta di fare rattoppi per chiamarli lavori? Il Comune così facendo danneggia e rovina il paesaggio e il passaggio, di pedoni e ciclisti, a causa della posa di una lunga striscia di catrame lungo le banchine del Tevere da Castel Sant’Angelo”. Così il consigliere capitolino della Lega Davide Bordoni.

“Roma – aggiunge – ha bisogno di un vero piano di manutenzione stradale, il Comune – a seguito delle immagini scandalo della colata di catrame – accampa giustificazioni di vario genere che si riassumono nella frase ‘lavori in corso’; curioso che si proceda sempre con interventi spot e a sfondo ideologico: l’intervento sulle banchine è un mix di incompetenza a vari livelli che oltre a rappresentare un danno estetico mette anche a rischio la sicurezza: il bitume steso in quel modo produce grandi quantità di brecciolino e materiale a terra scivoloso e pericoloso per chi passa di lì. Invece di scusarsi ci si assuma la responsabilità dell’opera e si ottenga un parere nero su bianco della Soprintendenza sull’opportunità di questo progetto di cui dubito essere stata messa al corrente”.

Anche il sottosegretario Morassut denuncia lo sfacelo

Sulla vicenda sono intervenuti anche esponenti di centrosinistra al governo. Per Roberto Morassut, sottosegretario all’Ambiente e deputato del Partito Democratico, l’asfaltatura delle banchine sotto gli argini di ampi tratti del Lungotevere è assurda, per cui invita alle soprintendenze di Stato competenti a tutelare “un bene demaniale e architettonicamente vincolato”.

L’autodifesa dei grillini ha colpito Salvini e Calenda, che avevano denunciato lo scempio sui Social. “Dopo 5 anni di disastri e fallimenti, la Raggi e il M5S si superano: una bella colata di asfalto accanto al Tevere. Altro che piste ciclabili, ecco la loro idea di mobilità sostenibile”. Lo scrive su Facebook Luciano Nobili, deputato di Italia Viva. “Invece di attaccare Carlo Calenda – aggiunge – che ha il merito di scoperchiare il vaso di Pandora dell’inefficienza grillina, Calabrese, la Meleo e la sindaca prendessero atto che è finita, per fortuna siamo ai titoli di coda in Campidoglio. Resisti Roma, è quasi finita”.

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