Più poteri a Roma, riforma nel caos: Gualtieri cerca sponde, ma Casellati lo zittisce all’Eur: “Telefoni ai suoi del PD”
È stato scontro duro tra Elisabetta Casellati, ministra per le Riforme istituzionali, e Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, all’Eur, nel corso della seconda edizione del Roma REgeneration Forum. Il tema è uno dei più delicati per il futuro della città: la riforma costituzionale che dovrebbe dare a Roma poteri più forti e uno status più vicino a quello delle grandi capitali europee.
Gualtieri chiede il dialogo
Dal palco, Gualtieri ha provato a rilanciare la linea del Campidoglio: sì alla legge costituzionale, ma con accanto una legge ordinaria capace di definire risorse, competenze amministrative e strumenti concreti. Per il sindaco, senza questa seconda gamba, la riforma rischierebbe di restare incompleta. Da qui l’appello a maggioranza e opposizione: parlarsi, confrontarsi, trovare una sintesi prima dei prossimi passaggi parlamentari.
La replica di Casellati
La risposta di Casellati è arrivata netta. La ministra ha rovesciato il ragionamento: secondo la sua impostazione, il problema non sarebbe la mancanza di dialogo da parte del governo, ma l’astensione del Partito democratico nel primo voto alla Camera. Un passaggio politico pesante, perché Gualtieri è sindaco espressione del Pd e perché la riforma era stata presentata come un percorso condiviso anche con il Campidoglio.
Il punto debole del Pd
È qui che la polemica diventa sostanza politica. Il Pd non ha votato contro, ma si è astenuto. Una posizione intermedia che consente di non bocciare la riforma, ma nemmeno di sostenerla fino in fondo. Casellati parla di “giravolta”, e il termine fotografa bene l’imbarazzo: Roma chiede più poteri, il sindaco li rivendica, ma il partito che lo sostiene in Parlamento non mette il sì sul testo.
Le frasi più dure
Sulle dichiarazioni più forti circolate a margine del Forum — dal riferimento ai “suoi” del Pd fino all’accusa diretta rivolta al sindaco — serve cautela redazionale, perché non tutte risultano ancora riprese integralmente da fonti pubbliche indicizzate. Il quadro politico, però, è già chiaro: Casellati punta il dito sul Pd e mette Gualtieri davanti a una contraddizione difficile da neutralizzare.
Una Capitale bloccata dalla politica
La riforma di Roma Capitale nasce per rafforzare la città, ma rischia di impantanarsi nei tatticismi parlamentari. Gualtieri chiede più garanzie su risorse e competenze. Casellati gli risponde che il primo passo esiste già e che a frenare non è stata la maggioranza. In mezzo resta Roma, ancora una volta sospesa tra grandi promesse istituzionali e una politica che, al momento decisivo, fatica a scegliere da che parte stare.