‘Roma Mobilità’ cerca un responsabile per la comunicazione con incarico da 85mila €, Santori (Lega): “Serve chiarezza”
Un nuovo incarico da 85mila euro annui per la comunicazione di Roma Servizi per la Mobilità finisce al centro dello scontro politico in Campidoglio: a sollevare il caso è Fabrizio Santori, consigliere capitolino della Lega, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione sulla procedura avviata dall’azienda. Il nodo, secondo l’esponente del Carroccio, riguarda l’opportunità di cercare una nuova figura apicale mentre all’interno della società sarebbero già presenti professionalità strutturate nel settore.
L’accusa politica della Lega
Santori parla di una selezione che, a suo giudizio, rischia di apparire troppo “fiduciaria”. Nel mirino finiscono i requisiti indicati nell’avviso, definiti dal consigliere “molto verticali”, e il peso dei colloqui nella scelta finale. Il timore politico espresso dalla Lega è che la procedura possa prestarsi a una lettura opaca: non una selezione realmente aperta, ma un percorso già orientato verso un profilo preciso.
“Non servono incarichi su misura”
La critica è netta: prima di affidare un incarico da 85mila euro l’anno, secondo Santori, Roma Servizi per la Mobilità dovrebbe spiegare perché non bastino le risorse interne già disponibili. Il consigliere richiama la presenza di direttori, capi ufficio stampa e figure professionali che operano già nell’area comunicazione. Da qui la richiesta di chiarire necessità, criteri, costi e finalità dell’operazione.
La richiesta: trasparenza immediata
Con l’interrogazione, la Lega punta a ottenere risposte formali dall’amministrazione e dall’azienda. Santori chiede di sapere se la selezione sia davvero aperta e imparziale oppure se, come teme, il nome del prescelto sia già individuato. In quest’ultimo caso, sostiene il consigliere, l’avviso dovrebbe essere ritirato immediatamente.
Un nuovo fronte per il Campidoglio
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sulla gestione delle società partecipate e sugli incarichi esterni. Per l’opposizione, il punto non è solo il costo dell’incarico, ma il metodo: quando si parla di aziende pubbliche, ogni scelta deve essere motivata, verificabile e comprensibile ai cittadini. Ora la palla passa al Campidoglio, chiamato a spiegare se quel nuovo ruolo sia davvero necessario.
