Poteri speciali a Roma, altolà di Gualtieri al Governo Meloni sull’Inceneritore Acea: “I poteri sui rifiuti restino al Campidoglio”
Roberto Gualtieri alza un altolà al Governo Meloni e prova a trasformare l’eccezione commissariale in una regola permanente: i poteri straordinari ottenuti dall’ex premier Mario Draghi per governare i rifiuti di Roma durante il Giubileo, secondo il sindaco, dovrebbero restare nel perimetro del Campidoglio anche dopo la fine dell’esperienza commissariale che si concluderà per legge il 31 dicembre 2026.
Il commissario che non vuole restituire le chiavi
«I poteri però con la riforma (sui poteri speciali di Roma, ndr) possono restare in capo alla città», ha scandito Gualtieri intervenendo alla Università Luiss, stamattina, durante la presentazione di uno studio di Ama sulla gestione del Giubileo. Una frase apparentemente istituzionale, che nasconde però una precisa ambizione politica: non dismettere i panni del sindaco-commissario che decide, autorizza e pianifica praticamente da solo il futuro del ciclo dei rifiuti della Capitale e della sua provincia.
Gualtieri è stato nominato commissario straordinario dal Governo Draghi nel febbraio 2022. L’incarico, compresi i poteri speciali attribuiti sulla gestione dei rifiuti, scadrà il 31 dicembre 2026. Non si tratta dunque di una delega eterna, ma di una parentesi eccezionale legata formalmente alle esigenze del Giubileo 2025. Eppure, mentre il conto alla rovescia è già iniziato, il sindaco chiede che quella concentrazione di potere straordinari diventi strutturale.
Prima più soldi, adesso anche i rifiuti
Il copione non è nuovo. Gualtieri e il PD avevano già chiesto di recente al Governo non soltanto maggiori poteri per Roma, ma anche nuove risorse, arrivando ad avvertire: «Senza risorse votiamo no». Il Partito democratico si è poi astenuto alla Camera sulla riforma costituzionale, facendo saltare il clima bipartisan costruito con Fratelli d’Italia e provocando la reazione durissima di Giorgia Meloni e della sorella Arianna, che hanno parlato di “”stupore” per una riforma inizialmente condivisa.
Ora il sindaco rilancia. Dopo i soldi e le competenze legislative, pretende (insieme all’intero PD) che anche la gestione dei rifiuti resti saldamente nelle mani della città e della sua persona. Formalmente i poteri apparterrebbero a Roma, non personalmente a Gualtieri o al PD. Politicamente, però, la traduzione è evidente: finché governa lui, ciò che oggi esercita da commissario rimarrebbe sotto il controllo della stessa amministrazione.
Santa Palomba, il monumento al comando solitario
Il simbolo di questo modello è il maxi inceneritore di Santa Palomba, al confine con Albano e con molti Comuni dei Castelli Romani, ma anche di Ardea e Pomezia, voluto da Gualtieri e affidato alla società RenewRome, guidata da Acea Ambiente insieme a Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e Rmb. L’impianto dovrà bruciare a 600mila tonnellate di rifiuti ogni anno (più di quanti ne produce la stessa Roma) e sarà gestito dal concessionario per trentatré anni. Il Campidoglio indica un investimento di circa 946 milioni di euro. Mentre il valore complessivo dell’operazione durante l’intera concessione è stato stimato intorno ai 7,4 miliardi. In pratica una mini finanziaria nazionale.
Un progetto destinato a entrare pienamente in funzione soltanto dopo la conclusione del Giubileo e che associazioni e comitati di Roma sud e dei Castelli Romani – e molti comuni – considerano calato dall’alto. Sul piano rifiuti sono state presentate centinaia di osservazioni, ricorsi e querele. Mentre cittadini e amministrazioni confinanti hanno contestato l’utilizzo dei poteri commissariali per un’opera destinata a condizionare il territorio per decenni.
L’eccezione che vuole diventare sistema
Gualtieri ha ricevuto da Mario Draghi poteri eccezionali per affrontare una fase eccezionale. Adesso, anziché prepararsi a restituirli, chiede che vengano assorbiti stabilmente dal Campidoglio e prova quasi a dettare al Governo Meloni le condizioni della riforma.
Non più soltanto il sindaco di Roma, dunque, ma il regista permanente dei rifiuti, degli impianti e dell’affare industriale di Santa Palomba. Il Giubileo sta finendo. Il “Gualtieri faccio tutto io”, invece, sembra intenzionato a restare. Meloni permettendo.