Putin ci taglia il gas a sorpresa. Eni: “Ci è appena arrivata la comunicazione di Gazprom”

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“Eni ha ricevuto comunicazione di una limitata riduzione dei flussi dal proprio fornitore russo relativamente all’approvvigionamento gas verso l’Italia”. Lo segnala il colosso energetico in una nota pubblicata sulla Piattaforma di infomazioni privilegiate (pip) per il monitoraggio Remit del Gestore dei mercati energetici. Alla luce dello scenario aperto dalla decisione di Gazprom “Eni – si spiega – continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e comunicherà eventuali aggiornamenti”.

Un portavoce Eni , interpellato dall’ANSA, “conferma che Gazprom ha comunicato una limitata riduzione delle forniture di gas per la giornata di oggi, pari a circa il 15%. Le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate”.

La motivazione di Gazprom sul taglio del 40% alla Germania

Un taglio al gas che non riguarda solo l’Italia ma che ieri ha riguardato anche la Germania. Una stretta per “motivi tecnici”, ma la Germania perde quasi un quarto del proprio fabbisogno di gas: il colosso russo Gazprom ha annunciato infatti la riduzione del 40% delle forniture che arrivano alla Germania attraverso il Nord Stream 1: potrà erogare 100 milioni di metri cubi di gas al giorno – contro i 167 milioni finora recapitati dal gasdotto russo. Una decisione legata, ufficialmente, alla mancanza di una turbina della Siemens – bloccata dalle sanzioni – ma che ha spaventato l’Europa ed i mercati con prezzi volati alle stelle, in rialzo in chiusura delle contrattazioni del 16%, dopo aver sfondato in giornata i 100 euro al megawattora.

“Al momento la sicurezza degli approvvigionamenti continua ad essere garantita”, così una portavoce del ministero dell’Economia e del Clima, guidato da Robert Habeck.

Impennata del gas: sfiora i 100 euro al megawattora

Inevitabile l’effetto sulle borse anche stamattina: il prezzo del gas, pur con un ritmo inferiore alla vigilia, guadagna terreno per la terza seduta consecutiva. Il contratto, scambiato ad Amsterdam, riferimento per il metano europeo, guadagna il 2,6% a 99,65 euro al megawattora. Al taglio del 40% del flusso di Gazprom nel Nord Stream verso la Germania e alla chiusura più lunga del previsto, dopo un incendio, di un impianto di esportazione di gas naturale liquefatto negli Stati Uniti, si è aggiunto oggi il taglio del 15% delle forniture del colosso russo a Eni. E’ debole invece il petrolio: il Wti cede l’1,26% a 117,4 euro al barile, il Brent l’1,1% a 119,8 in un mercato attendista. Fra le materie prime agricole in leggero calo il grano duro a 1.142 dollari (-0,59%) e il frumento a 1.061 dollari (-0,35%).

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