Quarticciolo, da dieci anni nelle case Ater senza ascensore

Sono dodici famiglie che aspettano da dieci anni. Con sei disabili motori, che non possono uscire di casa. Per andare a prendere una boccata d’aria, o recarsi al centro anziani. Piuttosto che alla Asl di zona. Insomma, una sorta di prigionia. Con le giornate passate davanti ai vetri. Guardando giù in strada. Verso quel marciapiede irraggiungibile. Succede a Roma, nelle case popolari Ater del Quarticciolo. Esattamente, alla scala Q delle palazzine di via Ugento 4. E adesso per questa gente si aggiunge almeno un altro anno di attesa. Perché sembra che finalmente la Regione i soldi per le manutenzioni di questi edifici ce li abbia messi. Compresi quelli per gli ascensori. Ma per vederli (forse) realizzati, ci vuole tempo. Intanto, per la gente in carrozzina che abita da queste parti, si prospetta un altro triste inverno passato in casa.

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Nonostante le continue sollecitazioni degli abitanti, sei persone su 12 famiglie in totale non possono muoversi oggi da casa. Se non assistite dai loro stessi familiari portati giù per le scale. C’è chi poi pur di non essere di peso, sceglie di non uscire proprio, confinandosi in casa per anni.Una vicenda su cui ieri ha acceso i riflettori anche Mattino 5, dopo i numerosi solleciti, sia nei confronti degli uffici regionali, sia da parte dei residenti degli alloggi di via Ugento.

È sempre di ieri la notizia, confermata dall’Ater, che la Regione Lazio avrebbe stanziato 5 milioni per la riqualificazione delle case popolari del Quarticciolo. Con  adeguamenti volti anche all’inserimento degli ascensori nelle palazzine.

I lavori doteranno perciò il complesso abitativo di una ventina di ascensori, tra cui quello di via Ugento, ma non ci sono conferme su quando gli impianti verranno installati. Già nel 2017 un abitante del secondo piano tentò di chiedere ad Ater di dotare il palazzo dell’ascensore, ma la risposta fu che solo con una restaurazione totale dell’immobile sarebbe stato possibile. Nemmeno i fondi messi a disposizione nel 2019 da Regione Lazio e Ater hanno inciso in qualche modo sulla situazione. Infatti i circa 2,5 milioni di euro disponibili erano destinati solo all’efficientamento energetico.

 

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