Quindici anni senza Oriana Fallaci: voce libera, profetica (e inascoltata) più attuale che mai

Oriana Fallaci

Il 15 settembre del 2006 moriva dopo una lunga malattia, Oriana Fallaci. I quindici anni dalla morte della giornalista e scrittrice, prima inviata di guerra, voce profetica e inascoltata dall’Occidente, sono passati pressoché sotto silenzio.

Un silenzio imbarazzato e ipocrita del mainstream che cestina, archivia e silenzia le voci più scomode. E, tutti sanno quanto fosse scomoda, inopportuna e politicamente scorretta, la voce della giornalista fiorentina, autrice di saggi illuminanti e illuminati sull’Islam e sull’Occidente. 

Non a caso, in questi giorni, l’eurodeputata della Lega, Susanna Ceccardi, ha citato proprio un passaggio da La rabbia e l’orgoglio, scritto pochi giorni dopo l’11 settembre. Parole che restano di clamorosa attualità dopo il vergognoso disimpegno delle truppe Nato dall’Afghanistan.

«Ci vuole la passione – ha scritto la Fallaci – La forza della passione. E se questa non la tirate fuori, non la tiriamo fuori, io vi dico che verrete sconfitti. Che verremo sconfitti. Vi dico che torneremo alle tende del deserto, che finiremo come pozzi senz’acqua. Wake up, then! Sveglia, wake up». 

Il miglior omaggio che possiamo rendere a Oriana Fallaci, più che una biografia, è una succinta selezione di alcune sue frasi, tratte da libri e articoli. Poche parole, contundenti e dirette. Pugni allo stomaco del lettore, a risvegliare le coscienze intorpidite. Parole sulle quali tutti dobbiamo riflettere con gratitudine. È il nostro omaggio a una scrittrice lucida, profetica e inascoltata. Il nostro modo per rendere onore a Oriana Fallaci, autentica Cassandra del nostro secolo. 

Le frasi di Oriana Fallaci su patria, islam e libertà

 

«In Italia si parla di diritti e mai di doveri. In Italia si finge di ignorare o si ignora che ogni diritto comporta un dovere, che chi non compie il proprio dovere non merita alcun diritto».

«Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre».

«Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità».

«La libertà scissa dalla giustizia è una mezza libertà, che difendere la propria libertà e basta è un’offesa alla giustizia».

«Quando sei in casa altrui devi accettare le regole di chi ti ospita, scoprire in quale misura ti vuole o non ti vuole, prevenirne le ostilità, scendere a patti con esse».

«La Patria non è un’opinione. O una bandiera e basta. La Patria è un vincolo fatto di molti vincoli che stanno nella nostra carne e nella nostra anima, nella nostra memoria genetica. È un legame che non si può estirpare come un pelo inopportuno».

«Nella vita e nella storia vi sono casi in cui non è lecito avere paura».

«Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando essi disprezzano la nostra?»



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