Raggi rende Roma “democratica”: il degrado è uguale ovunque

roma rita dalla chiesa

Roma nel degrado più completo. E non solo nelle periferie ma anche nei quartieri residenziali. L’amministrazione Raggi ha reso veramente Roma democratica: non  ci sono più differenze di classe tra i cittadini e tra i quartieri. Sono tutti egualmente inaccettabili. Adesso persino Rita Dalla Chiesa, giornalista e conduttrice televisiva, è costretta a denunciare lo stato in cui è ridotta la capitale d’Italia. La Dalla Chiesa twitta un post indignato contro quello che succede a Vigna Clara, nella zona nord di Roma, precisamente a piazza Stefano Jacini. Spazzatura, immondizia di ogni tipo, schifo lo definisce lei. “altro che guanti e mascherine…”, chiosa.

Roma nel degrado a ogni livello

E non si tratta soltanto degli scatoloni e della spazzatura di fronte al supermercato. Ci sono anche erbacce, vegetazione selvaggia che cresce sui marciapiede di una delle zone più curate e manutenute della città. Almeno prima del ciclone Raggi, che ha abbassato il livello qualitativo di Roma, dai parchi alle strade. I molti commenti al tweet di Dalla Chiesa confermano l’indignazione della giornalista. Tutto quel quartiere, Vigna Clara, è abbandonato dall’amministrazione grillina. I cassonetti sono pieni, i rifiuti cosiddetti ingombranti sono sparsi per le strade, le poche aree verdi del quartiere sembrano foreste tropicali e i cinghiali scorrazzano ovunque.

Negata la sicurezza ai romani

E le buche, poi, che sono la cifra caratterizzante dell’amministrazione Raggi, sono dappertutto, pericolosissime. L’asfalto è rovinato e i crateri che costellano le carreggiate sono una minaccia costante per moto, scooter, biciclette, pedoni e auto. Le segnalazioni non si riesce a farle, perché ogni cittadino sa che per avere un risarcimento dal comune deve chiamare i vigili, aspettare che arrivino, che facciano i rilievi. Poi inizia la procedura burocratica con il Comune, che fa perdere tempo e pazienza. Nessuno, per poche decine di euro della gomma o del cerchione rotto, si sottopone a questa trafila lunghissima e defatigante. E forse proprio su questo conta il Campidoglio, per negare la sicxurezza e i diritti dei romani.

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