Raggi, vogliamo risanare ATAC. Ma il consorzio Roma TPL è un buco nero

Vogliamo risanare  ATAC. Mentre qualcun altro voleva cedere l’azienda ai privati. Queste le dichiarazioni della sindaca di Roma Virginia Raggi riportate in un tweet. In occasione della presentazione del nuovo presidente con funzioni di amministratore delegato dell’azienda Giovanni Mottura. Ma nonostante le rassicurazioni della prima cittadina tutto il comparto del TPL continua ad essere in forte fibrillazione. C’è il nodo del concordato fallimentare da rispettare. E certamente la contrazione dei passeggeri e degli incassi per l’emergenza covid 19 non aiuta. Molti amministrativi sono ancora in cassa integrazione e alcuni appena rientrati sono subito stati messi a disposizione. Cosa che non fa dormire ai lavoratori sonni tranquilli. Visto che tra possibili esuberi e pre pensionamenti non sono ancora chiare le future strategie industriali dell’azienda. E poi c’è il consorzio Roma TPL che gestisce le linee più periferiche. E che tra scioperi denunce e stipendi pagati in ritardo rischia di diventare un autentico buco nero.

Raggi, qualcuno voleva vendere ATAC ai privati. Ora faccia i nomi

ATAC, risanare rimane un miraggio. I sindacati dicono basta e si preparano alla battaglia contro il consorzio Roma TPL 

Per trovare un po’ di soldi freschi da mettere in cassa e tentare di risanare l’azienda ATAC sta anche tentando di vendere alcune ex rimesse. E dei terreni di proprietà da valorizzare. Ma la prima asta è andata praticamente deserta. Insomma una situazione tutt’altro che rosea. Alla quale si aggiunge ora l’allarme lanciato da alcuni sindacati per la situazione lavorativa degli autisti del consorzio Roma TPL. Che gestisce le linee più periferiche della capitale. Ma secondo il segretario regionale della Fast Confsal Renzo Coppini molte cose non tornerebbero. E così sono state attivate le procedure di raffreddamento. Che poi sarebbero l’anticamera dello sciopero. A quanti vantaggi ancora dovremo assistere prima che si decida di farla finita con questo trattamento indegno verso il personale? Queste le parole di Coppini, riprese dal sito online odisseaquotidiana. E sembra davvero una dichiarazione di guerra.

Asta ATAC deserta, e il concordato è sempre più a rischio

La Confsal denuncia fondi pensione non pagati ai lavoratori e stipendi in ritardo

Un dramma chiamato Roma TPL. Questa sarebbe la situazione del trasporto pubblico periferico a Roma secondo quanto denunciato dal sindacato Fast Confsal. Si tratta di quel pezzo di rete gestito dal privato, ma con autobus forniti dall’ATAC. E ovviamente con un impegno rilevante di denaro pubblico. Tra l’altro l’appalto è arrivato alla bellezza della quarta proroga. Ma sembra proprio che in Campidoglio abbiano grosse difficoltà a bandire una gara. O a riprendersi direttamente il servizio. Intanto i cittadini sono scontenti, almeno stando ai report annuali forniti dall’Agenzia per il controllo della qualità sui servizi pubblici locali. E gli autisti sarebbero trattati peggio dei loro colleghi di ATAC. Nonostante svolgano lo stesso identico lavoro. Così il segretario regionale di Fast Confsal Renzo Coppini va all’attacco. Non è più giustificabile questa sorta di impunità, ha dichiarato Coppini. Roma TPL vive di finanziamenti pubblici. E visto che sono soldi di tutti i cittadini è doveroso pretendere trasparenza. E il rispetto delle leggi. L’ira del sindacato sarebbe motivata dal fatto che il consorzio non starebbe versando i fondi pensione dei lavoratori all’INPS. Mentre gli stipendi arriverebbero spesso in ritardo. In più forti dubbi sono stati espressi sul modo in cui sarebbero state compiute le igienizzazioni. E anche sullo stato di manutenzione degli autobus. Insomma si tratterebbe di un mezzo disastro. Aggravato dal fatto che proprio pochi giorni fa la Raggi ha chiesto aiuto allo stesso consorzio. Per avere 800 autobus in più con relativi autisti da mettere su strada fino al 31 luglio. Costo dell’operazione, circa due milioni e mezzo di euro. Ovviamente pagati con le tasche dei cittadini romani. E allora veramente forse adesso è il caso di dire basta.

https://www.odisseaquotidiana.com/2020/05/roma-tpl-quando-si-mettera-mano-questo-consorzio.html

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