Referendum, ecco il rispetto. Scatoloni abbandonati davanti ai bidoni dell’immondizia

Se il rispetto per la volontà popolare è questo, non è difficile capire perché i referendum della scorsa domenica sono stati un flop. Prima, una informazione a dir poco carente. Al limite del boicottaggio. Poi, quanto successo dopo gli scrutini. Nel pieno centro di Roma, tra Piazza Bologna e San Lorenzo. Dove alcuni scatoloni elettorali, sono stati letteralmente abbandonati sul marciapiede. Davanti ai cassonetti dei rifiuti, a fare bella vista di se’. Evidentemente, qualcuno aveva molta fretta di tornarsene a casa. Non si sa chi, se personale dei seggi. O magari ausiliari addetti alle pulizie. Comunque, una immagine bruttissima. Non solo per l’incivilta’ e il mancato rispetto del decoro urbano. Ma anche per lo schiaffo ulteriore alla credibilità della nostra democrazia. Le scatole di cartone sono rimaste così per parecchio tempo, finché la società che per Ama si occupa di ritirare i rifiuti ingombranti non è intervenuta. Una brutta pagina che avremmo volentieri fatto a meno di vedere e di commentare.

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Gli scatoloni dei referendum rimossi dal marciapiede solo dopo molte ore

Il primo caso ha come tratro via dei Peligni nel cuore del quartiere della movida, a due passi dal plesso “Giosuè Carducci” dell’istituto comprensivo Via Tiburtina Antica 25. “Che a San Lorenzo accadano episodi di sciatteria urbana e commerciale è cronaca ormai assodata – ha commentato l’assessore competente del Municipio II. Ma che pure i residui del povero referendum andassero buttati al pino della vergogna, presso via dei Peligni ,così come lavatrici, scarti di appartamenti e mondezza varia, è veramente stupefacente . Evidentemente il seggio elettorale era così frettoloso di andare a casa che in fondo stando in questo quartiere ha pensato bene di evitare di chiamare Ama. Che tra l’altro ha attivato il servizio con Sarim proprio per i seggi elettorali”.

Stessa storia a via Stamira, dove il seggio elettorale sotto accusa è quello di piazza Ruggero di Sicilia, sede della scuola Fratelli Bandiera. Anche qui, la Sarim è dovuta intervenire per liberare dagli scatoloni elettorali cassonetti e marciapiedi. Che vergogna !

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